Rassegna Stampa

Dzeko, l’inquietudine del bomber Roma al di sotto delle sue attese

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-11-2015 - Ore 07:50

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Dzeko, l’inquietudine del bomber Roma al di sotto delle sue attese

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Quando ha scelto la Roma, la scorsa estate, Edin Dzeko non immaginava che avrebbe vissuto una serata come quella di Barcellona. Pensava, piuttosto, di ripetere le esperienze di Wolfsburg e Manchester, dove è stato artefice di vittorie che mancavano da tempo. Quando ha scelto la Roma, consigliato dal suo amico Pjanic, il centravanti di Sarajevo credeva di trovare una squadra che fosse più «pronta», non dal punto di vista tecnico ma da quello della mentalità. E invece, se c’è una cosa che è risaltata nella serata del Camp Nou è stata l’assenza di leader romanisti in campo. 
Di sicuro non immaginava che due suoi compagni di squadra (prontamente redarguiti a brutto muso da De Rossi e Nainggolan) andassero immediatamente dopo il triplice fischio a chiedere la maglia a Messi, come se fossero tifosi e non avversari. 
Senza Totti e Strootman infortunati, insomma, con De Rossi in panchina e Nainggolan sostituito alla fine del primo tempo per evitargli una squalifica da scontare col Bate Borisov, non c’è stato nessuno in grado di prendersi la squadra sulle spalle e che abbia provato ad opporre un po’ di resistenza ai marziani spagnoli. 
Anche i numeri, dopo le critiche che gli sono piovute addosso per un avvio non in linea con le aspettative che si erano create, cominciano ad essere dalla sua parte. Ha segnato il quinto gol stagionale, il quarto nelle ultime quattro partite tra campionato e Champions (quinto nelle ultime sei se si considera la nazionale), l’unico ininfluente ai fini del risultato. Ad un certo punto della gara, però, si è avuta la netta sensazione che fosse solo contro tutti e c’è un’immagine che, più di altre fotografa, la sua serata: quella nel primo tempo in cui va alla ricerca del pallone, poi si gira cercando il sostegno dei compagni ma non trova nessuno. 
Una scena che sicuramente avrà fatto riflettere anche Rudi Garcia, che ieri ha tenuto a rapporto la squadra. Un confronto di una quarantina di minuti, in cui il tecnico ha ribadito che non vuole contraccolpi psicologici come è accaduto lo scorso anno nel post-Bayern Monaco. Essendo ancora in corsa per tutti gli obiettivi, non bisogna gettare via quanto di buono è stato fatto finora. 
Anche perché, nonostante le smentite di rito della società, è proprio il tecnico quello più in bilico: James Pallotta è parecchio contrariato (eufemismo) e il 9 dicembre sarà in tribuna con il Bate Borisov. Un’altra delusione potrebbe essere fatale. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI

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