Rassegna Stampa

E Luciano ci ripensa. Niente doppie sedute, da ricaricare è la testa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-09-2016 - Ore 07:14

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E Luciano ci ripensa. Niente doppie sedute, da ricaricare è la testa

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Luciano Spalletti ci ha già ripensato, niente più doppie sedute. La squadra in questi giorni post-Torino gli è piaciuta per intensità e applicazione e poi di mezzo c’era anche la festa di Francesco Totti, meglio allentare un po’. Così la scelta di aumentare i carichi, che poi sia stata punitiva o meno di fatto fa poca differenza, è durata un solo giorno, lunedì scorso. Ieri, infatti, la truppa giallorossa si è allenata solo in mattinata, per poi essere libera e prepararsi al meglio al galà serale al Castello di Tor Crescenza. E lo stesso succederà oggi, quando la seduta di allenamento sarà solo quella pomeridiana. Spalletti ha usato il buon senso, conscio di come ieri sera più di un ragazzo avrebbe fatto tardi alla festa del capitano giallorosso e come, probabilmente, il gruppo avrebbe lavorato con difficoltà questa mattina. Scelta di buon senso, appunto, anche se forse impopolare in un momento come questo, dove la Roma è partita quasi con la marcia indietro. Già, perché poi c’è da raddrizzare una stagione e anche con estrema velocità. A cominciare dalla sfida di giovedì prossimo, in Europa League, contro i romeni dell’Astra Giurgiu, per poi proseguire con la doppietta di campionato pesantissima, le due gare consecutive contro Inter e Napoli.

ROSA CORTA - Per riuscirci Spalletti deve fare soprattutto una cosa, lavorare sulla testa dei giocatori. Anche perché cambiarli è dura, vista l’esiguità della rosa attuale a sua disposizione. Non nei numeri (anche se gli infortuni di Mario Rui, Rüdiger e Vermaelen hanno accorciato le scelte in difesa), ovviamente, ma nell’affidabilità di alcune alternative come i vari Juan Jesus, Gerson, Iturbe, Emerson e Fazio, tutti giocatori che ad oggi, chi per un motivo e chi per l’altro, non hanno mantenuto le attese. Così succede che in mezzo Strootman e Nainggolan debbano giocare sempre per mancanza di alternative, Dzeko non abbia un sostituto come centravanti e Florenzi e Bruno Peres siano costretti a giocare ancora fuori posizione, come terzini in una difesa a 4. Questi gli errori più grandi effettuati in sede di mercato dalla Roma.

RICARICARE LE PILE - Come uscirne allora? Prima di tutto recuperando l’efficienza di quattro giocatori chiave come Nainggolan, Salah, El Shaarawy e Perotti, per motivi diversi tutti lontano dal rendimento (altissimo) della seconda parte della scorsa stagione, quella marchiata Spalletti. Nainggolan deve assolutamente trovare il modo di riposare, ricaricare le pile, rallentare un po’. Ha tirato la caretta a lungo e, causa anche Europeo, di fatto non stacca da un anno e mezzo. Per uno che fa dell’energia e dell’intensità, non proprio l’ideale. Il problema, però, è proprio quello accennato sopra, che Spalletti al belga (ieri a Trigoria c’era Beltrami, il suo agente, ma per il rinnovo c’è da aspettare la prossima settimana) non può rinunciarci, se non per qualche soffio di partita. Ed allora vanno ricaricate altre pile, quelle della testa, perché è probabile anche che Radja sia stanco mentalmente. Un po’ come può essere per El Shaarawy, uno che nella scorsa stagione era di fatto titolare e oggi è scivolato tra le riserve, causa impiego di Dzeko. La scelta di rilanciare il bosniaco ha tolto un posto un attacco, con lo spostamento di Perotti sull’out sinistro e il conseguente sacrificio del Faraone. Già, Perotti, anche lui con le quotazioni a ribasso, esattamente come Salah, che Spalletti vuole tenere sempre più vicino alla porta, accentrandolo ed esentandolo da rincorse difensive di lunga gittata. Il futuro della Roma passa anche da qui. In attesa che Gerson o Iturbe battano un colpo anche loro.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Pugliese

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