Rassegna Stampa

E Sabatini glissa sull’addio. Il ds non si sbottona ma sarà lui a fare il mercato estivo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-04-2016 - Ore 07:20

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E Sabatini glissa sull’addio. Il ds non si sbottona ma sarà lui a fare il mercato estivo

IL TEMPO - MENGHI – «Sabatini, lei resta?», è sul più bello che il diesse saluta senza commentare e se ne va. Ma alla Roma rimane, almeno fino a settembre, e quel silenzio sa di assenso. L’ultima volta che aveva avuto tra le mani un microfono e il tema futuro da sviluppare, Sabatini si era preso il «rimprovero» di Spalletti: «Sbagli a dire che vai via», l’accorgimento del tecnico davanti ai cronisti. Forse il consiglio è stato seguito alla lettera dal dirigente, che ieri a Mediaset Premium ha glissato quando è arrivata la fatidica domanda. Pallotta ha respinto le sue dimissioni e sarà ancora lui a fare il mercato estivo, con i consueti tormenti sui «big» cercati da mezza Europa: «Non ho mai parlato – assicura – con Conte di Nainggolan. Radja è così forte in tutte le fasi di gioco che è seguito da molte società. Inseguito anche da noi, qualche volta».

Un tifoso fa il nome di Cavani e Sabatini ricorda che «il nostro problema non è il gol,siamo il miglior attacco della Serie A, forse non è questa l’esigenza più urgente. Anche se lui è un calciatore di grandissimo livello, l’ho avuto al Palermo». Così comePastore: «Sarebbe auspicabile riportarlo in Italia perché è un talento puro, ma non credo che potrebbe venire alla Roma, perciò è meglio se resta al Psg». Le attenzioni di Sabatini sono rivolte, nel prepartita di City-Real, ad un giocatore in particolare: «Lucas Vazquez rappresenta la bellezza e il romanticismo del calcio: ha scavalcato giocatori che hanno un pedigree molto migliore del suo. Difficilmente giocatori così abbandonano una piazza importante».

Il diesse si concentra su chi c’è, anche se ha una clausola nel contratto per liberarsi: «Di Pjanic – dice – sono particolarmente orgoglioso, viene pensato come un principe del calcio, però corre come un mediano da riconquista. Sta arrivando alla sua piena maturità, ha un po’ la Roma sulle spalle». Spalletti l’ha risollevata, Sabatini gli concede i giusti meriti: «È un grandissimo allenatore, sono sbalordito per quello che è riuscito a fare con questo gruppo. Se non hai un conduttore in campo, non bastano i grandi giocatori». Inutile pensare a cosa poteva essere se fosse arrivato prima: «È arrivato quando doveva arrivare. Non credo che avremmo potuto competere per lo scudetto vista questa Juve, magari avremmo potuto essere più competitivi. Spalletti ha una media da scudetto nell’ambito di una competizione normale, senza marziani. Garcia aveva fatto 155 punti in due anni: era doveroso proteggerlo fino in fondo». Lui l’ha fatto finché ha potuto.

Avrebbe tenuto volentieri anche Benatia a suo tempo, ma «il procuratore si presentava a tutte le grandi società ed eravamo di fronte a una situazione che non avremmo potuto sopportare. Consigliarlo alla Juve? Loro non hanno bisogno dei miei consigli. Mehdi è formidabile, anche se un po’ logorroico». Un altro salto nel passato se lo concede, riguardando ai tecnici a cui aveva pensato per il dopo-Zeman, tra cui Allegri: «Non sbagliavo a volerlo, però non si liberò dal Milan». Sabatini mette tutti i rimpianti in un cassetto, compreso il doppio confronto in Champions con il Real, e fa una promessa: «Speriamo di giocare la Champions l’anno prossimo, ci rifaremo».

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