Rassegna Stampa

E se il talento restasse in casa? Roma da scudetto, poi c’è il Milan

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-10-2016 - Ore 08:14

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E se il talento restasse in casa? Roma da scudetto, poi c’è il Milan

LA GAZZETTA DELLO SPORT – ODDI - In un calcio in cui le squadre potessero schierare solamente giocatori cresciuti o almeno passati per il vivaio, la Roma sarebbe la grande favorita. E il Milan – che negli anni d’oro col vivaio aveva costruito la difesa più solida del mondo – sarebbe la prima antagonista, Inter e Juventus a seguire. Col Napoli lontanissimo: nel progetto di Aurelio De Laurentis il vivaio non sembra essere una priorità, l’emigrazione dei calciatori campani continua. Gianluigi Donnarumma da Castellammare di Stabia, del resto, se non fosse intervenuto con decisione il Milan, sarebbe finito all’Inter, mica al Napoli.

ROMA COMPLETA – Per capirci, provando a disegnare una formazione coi giovani napoletani si fatica: Sepe, Stendardo, Izzo, Paolo Cannavaro, i fratelli Insigne e Floro Flores, ma bisognerebbe ripescare Trotta, che scappò 15enne in Inghilterra. Nella Roma, si contenderebbero un posto in panchina Rosi, Crescenzi, Viviani, D’Alessandro, Stoian, Okaka, tre Under 21 in ascesa come Federico Ricci, Mazzitelli e Verre, l’usato sicuro Bovo, Aquilani e Pepe. Se Totti nasce nella tua città devi solo stare attento a non rovinare la buona sorte che ti è capitata, mentre se hai 25 giocatori al massimo livello (23 in A, due all’estero) hai lavorato bene, anche se ora la Roma ha solo 4 italiani in rosa. Perché il talento d’un Totti bambino lo noterebbe Alessandro Florenzi, 25 anni, Francesco Totti , 40, e Daniele De Rossi, 33, i tre gioielli più preziosi tra i tanti prodotti dal vivaio della Roma be anche uno capitato per caso, coltivare la corsa di Rosi fino alla A non è altrettanto scontato.

RIMPIANTI INTER – In queste ipotesi non abbiamo considerato chi deve ancora debuttare (il promettentissimo Kean della Juve o Pinamonti dell’Inter) e chi ha lasciato il calcio: rifacendolo tra un anno – sempre che Totti smetta davvero – vincerebbe il Milan, con la crescita dei vari Donnarumma, Locatelli e Calabria. I rossoneri hanno lanciato una gran batteria di punte – Borriello, Paloschi, Petagna, Matri e Maccarone – e contando Abate e De Sciglio sono la squadra che ha tenuto il maggior numero di ragazzi cresciuti in casa, rimpiangendo Astori e Darmian. All’Inter è andata peggio: pescarono Bonucci in C2, lo fecero debuttare e poi partire, Destro lo hanno dato al Genoa per Ranocchia, mettendoci pure un bel conguaglio. I migliori sono arrivati adolescenti: Balotelli, Pandev, Duncan e l’ultima speranza, Senna Miangue.

EMPOLI E ATALANTA OK – E la Juve? Talenti come Marchisio, Giovinco e Immobile, ma anche promesse non mantenute fino in fondo come De Ceglie e Marrone.L’Atalanta, con Montolivo, Bonaventura, la stellina Kessie in mediana, e un tridenteGabbiadini-Pazzini-­Zaza, sembra più completa, l’Empoli, che ha cresciuto Hysaj, Rugani, Tonelli ed Eder sarebbe più forte di quello attuale. La Lazio ha gli stagionatiSorrentino e Pinzi, De Silvestri, Keita e Cataldi, la Fiorentina a undici ci arriva, visto che oltre ai ben noti Babacar e Bernardeschi sono risaliti in A i ragazzi presi da Corvino per vincere lo scudetto Allievi: Iemmello, Matos e Fornasier. Le dolenti note in provincia: il Chievo ha importato Farias e cresciuto solamente il 21enne Costa, l’Udinese in A ha il solo Scuffet, il Crotone è fermo a zero. Il Pescara, che oltre all’asso Verratti, ha cresciuto Inglese, Di Francesco jr, Capuano, Martella e Croce, resta un’isola felice.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Oddi

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