Rassegna Stampa

E se spuntasse pure De Rossi? Solo in corso. Sturaro dal 1’

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-07-2016 - Ore 08:11

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E se spuntasse pure De Rossi? Solo in corso. Sturaro dal 1’

LA GAZZETTA DELLO SPORT – ELEFANTE – GRAZIANO - All’inizio in panchina, e poi si vedrà. In un certo modo è un miracolo anche questo, ripensando al giorno in cui Daniele De Rossi ha conosciuto la diagnosi dell’infortunio lasciatogli in eredità da Italia-Spagna: «Violento trauma contusivo con ematoma alla coscia destra, all’altezza del terzo distale, e parziale disinserzione di alcune fibre del vasto laterale». Contusione e lesione. Come dire: fuori. E quel giorno era cinque giorni fa, non cinque settimane fa. Già la sera prima il c.t. era stato chiarissimo: «Spero di avere De Rossi, ma nel caso dovrà essere recuperato al centoventi per cento: una partita contro la Germania non ammette gente che sta così così». I giorni scorsi, al di là della straordinaria corsa contro il tempo di DDR, hanno detto che la percentuale del suo recupero non è quella. E ieri Conte ha ripetuto esattamente le stesse parole, quasi a sottolineare un concetto per lui inderogabile: «Le condizioni di Daniele sono discrete, non ci sbilanciamo su niente. Sappiamo benissimo che queste sono partite in cui bisogna essere al centoventi per cento. Partite molto fisiche, intense: bisogna stare non quasi bene, ma benissimo. Ho fiducia in tutto il gruppo e sono sereno per le scelte che dovrò fare per eventuali sostituzioni».

LA REAZIONE DI OGGI – Dunque De Rossi ha vinto la sfida che poteva vincere, perché altro sarebbe stato ai limiti del sovrumano: provarci fino all’ultimo per fare in modo di esserci, almeno in panchina. Nonostante tutti gli accertamenti abbiano confermato l’esistenza di un ematoma non di poco conto, che i (pochi) giorni passati hanno solo parzialmente ridotto. A questo punto tutto dipende soprattutto da lui e dalla reazione della sua coscia destra. Se oggi gli dirà «Mister, me la sento», Conte lo considererà una carta da giocarsi eventualmente a partita in corso contro la Germania. E questo dipenderà da come il centrocampista avrà assorbito il lavoro intenso degli ultimi giorni, in particolare di ieri. Perché ieri – e l’ipotesi era sembrata lontanissima nei giorni precedenti – DDR ha fatto buona parte dell’allenamento in gruppo. Era la sua missione, forte della certezza di non poter peggiorare l’infortunio: dare tutto e tentare il tutto per tutto. Ha stretto i denti perché sente ancora dolore al momento di scattare: è questo che lo costringe ancora a rinviare (a oggi) l’eventuale ok per rendersi almeno disponibile. Ma conoscendolo, riesce difficile pensare a un De Rossi che si arrende sul più bello.

ADATTAMENTI – Ciò non toglie che Conte sa di poter contare sul romanista solo per un’eventuale frazione di partita, dunque «dopo». E infatti anche ieri, come già dal giorno successivo all’infortunio, ha pensato e dunque provato un’Italia senza De Rossi: con Parolo nel ruolo di play al suo posto, e l’ingresso in campo di Sturaro. Uomini e posizioni adattate, «ma quando ci si allena in un certo modo – ha detto – anche se qualcuno deve adeguarsi sa di cosa si tratta e come vivere certe situazioni di gioco. È un contesto organizzato, e questo semplifica le cose: non ci si trova catapultati in un mondo di cui non si sa nulla». È l’essenza del suo calcio, anche quando le cose sono tutt’altro che semplici.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Elefante - Graziano

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