Rassegna Stampa

E' sempre polemica con gli esclusi: stavolta ha ragione Prandelli

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-06-2014 - Ore 08:35

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E' sempre polemica con gli esclusi: stavolta ha ragione Prandelli

Ogni volta che il ct della Nazionale rende noti i nomi di inclusi ed esclusi si scatena il finimondo. I giornalisti specializzati si avventurano in critiche più o meno giustificate a seconda delle preferenze maturate durante la stagione. Altri difendono il commissario tecnico. Tra i giocatori rimasti a casa prevalgono i silenzi, eccetto Pepito Rossi che ritiene di aver subìto un torto e protesta a voce alta. Dico subito, per evitare equivoci, che sto dalla parte di Prandelli.

La differenza tra il Rossi Paolo e il Rossi Pepito sta nelle condizioni fisiche. Il primo, nel 1982, era reduce da una squalifica. E Bearzot sfidando tutto e tutti lo portò in Spagna e lo fece giocare sempre. Alla fine ebbe ragione perché Pablito segnò sei gol e fu il capocannoniere del Mondiale. Rossi Pepito, invece, è reduce da tre infortuni gravissimi. La Fiorentina ha dovuto privarsi del centravanti per buona parte della stagione e, onestamente, vista la contemporanea assenza di Gomez i viola con loro in campo potevano aspirare all’ingresso in Champions League. Prandelli ha tentato di recuperarlo ma l’incidente a Montolivo (frattura alla tibia)lo ha convinto a lasciare a casa Pepito. Se lo avesse portato e si fosse infortunato tutti avremmo gridato all’insipienza del ct, ora che ha deciso di escluderlo i tifosi protestano e i critici (non tutti per fortuna) lo mettono sotto accusa. Cosa avrebbe detto la Fiorentina se Rossi fosse stato costretto a fermarsi per un altro lunghissimo periodo? Qualcuno dirà: meglio così, gli azzurri saranno più carichi. Io penso, invece, che dovremmo imparare a essere meno tifosi e più realisti. E’ vero, l’assenza di Rossi (di quello integro e agonisticamente intenso) si avvertirà.

Quella di Montolivo sovvertirà alcuni equilibri del centrocampo. Ma, dai presagi negativi, io credo che bisogna tirar fuori gli aspetti positivi. Ad esempio: con Montolivo, Verratti sarebbe stato portato in Brasile? Forse no. Verratti è un piccolo genio del centrocampo che gioca nel Psg cioè con fuoriclasse come Ibrahimovic, Cavani, Thiago Silva, Lavezzi… Ha fatto esperienza in Champions, è giovane e rischiava di stare a casa. Invece promette di essere uno dei protagonisti. Insigne, un altro campioncino, poteva andare in vacanza e non ai Mondiali. Siamo sicuri che era meglio così? Mi sbaglio o qualcuno aveva suggerito di ringiovanire la squadra costruendo un mix con i vecchi campioni? Prandelli ha scelto bene. Ha promosso Darmian (ottimo esterno di difesa)e Parolo. Ha puntato sugli emergenti e spera che Balotelli per una volta nella vita si ricordi di essere un talento. De Sciglio è un altro giocatore di grande avvenire. Non è corretto piangere sugli esclusi e non esaltare i prescelti. Sono convinto che Prandelli ha imboccato la strada giusta. E chi protesta (a cominciare da Rossi) fa malissimo. Un professionista deve accettare le scelte del ct anche quando non sono a lui favorevoli. Il resto lo dirà il campo. Con una difesa collaudata e un team ricco di piedi buoni si può andare avanti. L’Inghilterra ci dirà subito chi siamo. I bianchi d’Oltremanica sono insidiosi ma non sono una grande squadra. Sulla carta siamo più forti. Aspettiamo con fiducia il giorno del verdetto.

Fonte: Gazzetta dello Sport - DI ROSA

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