Rassegna Stampa

E vissero Totti felici e contenti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-02-2016 - Ore 07:16

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E vissero Totti felici e contenti

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI/ZUCCHELLI - C’è qualcosa che fa rima con l’amore, in tutta questa incredibile serata chiamata Roma. C’è la Totteide, sì. E poi, come d’incanto, c’è Kevin Strootman, 392 giorni dopo il nulla, 392 giorni dopo quel maledetto 25 gennaio 2015 che rischiava di segnare un confine: di qua il calcio, di là un’altra cosa non meglio precisata. Quella cosa che fa rima con l’amore si materializza al minuto 32 del secondo tempo di una partita già finita, di una partita forse mai veramente iniziata. Partita che non farebbe notizia se non per il contorno. Se non perché dal campo esce Maicon, se non perché dentro il rettangolo (ri)entra Strootman. E l’Olimpico si accende: «Olè olè olè, Kevin, Kevin». 
Con Hiljemark Pochi secondi ed è subito un pallone toccato, al limite dell’area della Roma. Strootman avanza, la carezza più bella gliela regala Oscar Hiljemark, lo svedese del Palermo che al Psv ha preso il posto proprio di Strootman, nel 2013: gli sussurra un bentornato, l’olandese si gira e gli dà il cinque. Il più è fatto. Il resto è un «oooh» di ammirazione, di speranza per ciò che potrà essere misto a rimpianto per ciò che non è stato. Da ieri è già domani. Da ieri la Roma ha il suo nuovo vecchio condottiero a centrocampo. «È stato un periodo di assenza troppo lungo – ha confessato l’olandese a fine partita –. È un gioia essere tornato in campo, l’affetto del pubblico è stato molto bello, ora mi sento davvero un calciatore». Basterebbe questo per descrivere un volto che per una sera pare dolce, dietro quei lineamenti scolpiti: «Non ho mai avuto timore di smettere, ma paura sì. Ho passato momenti difficili prima del terzo intervento (dopo la ricaduta di Firenze, ndr ), ero arrivato all’80% del recupero e all’improvviso mi hanno detto che avrei dovuto operarmi di nuovo. È stata dura, ma per fortuna abbiamo lavorato bene con lo staff medico e con il professor Mariani. No, non sono al 100%. Ma lavorerò per esserlo al più presto».
Keita su Totti E al più presto vuol dire un motivo in più per credere che la Roma non abbia più voglia di fermarsi: «Abbiamo raccolto cinque vittorie consecutive – ancora Strootman –. Ma dobbiamo continuare così, guai a fermarci, anche perché pure Juventus e Napoli vincono quasi sempre. Vogliamo conquistare una posizione buona in classifica. In Champions ho giocato solo la scorsa stagione a Mosca, ma non fu una bella partita per me. Voglio riprovarci l’anno prossimo, come tutti i miei compagni». E con Spalletti, ovvio: «È un grande allenatore, come lo era Garcia. La vicenda Totti? È una storia che riguarda lui e l’allenatore. Io penso già all’Empoli». Su twitter si sono sprecati gli incoraggiamenti. 

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