Rassegna Stampa

E Witsel ascolta la sirena Spalletti “È un grande club”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-06-2016 - Ore 07:08

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E Witsel ascolta la sirena Spalletti “È un grande club”

REPUBBLICA - FERRAZZA - Non molla la presa, Luciano Spalletti, consapevole dell’importanza di queste settimane per la costruzione della sua Roma. O, meglio, per la non distruzione di un gruppo che ritiene esser composto da giocatori di qualità importante. Anche senza Pjanic (che ha scritto ieri una lettera per salutare i tifosi). E così il tecnico non lascia la Toscana a favore di mete esotiche in cui trascorrere le vacanze, preferendo restare vicino a Roma. Fa avanti e indietro, per incontrare Sabatini di persona. Lavora molto al telefono per aiutare sul mercato il diesse. E segue da vicino i dettagli di un’estate complicata, che inizierà presto con i preliminari di Champions. Spalletti ha contribuito alla trattativa con l’Empoli per Mario Rui, che stima da tempo, al quale ha illustrato progetto e meccanismi tattici. E ha contattato anche Witsel, il centrocampista belga che ha allenato allo Zenit. Ed è proprio il ragazzo, dal ritiro della sua nazionale, a proporsi alla Roma: «Non sarebbe male come meta in futuro, è un grande club, ma non ho avuto alcun contatto col club».

In attesa di novità, Luciano ha parlato al gran galà del calcio spezzino. «Dobbiamo sempre stare dalla parte dei calciatori. La prima qualità di un allenatore è fargli sentire l’apporto del proprio allenatore. Io sto sempre con loro, anche se qualche volte no, eh?». E chissà se l’ultima battuta sia riferita a Nainggolan, il cui continuo parlare di mercato dal ritiro del Belgio non è piaciuto al mister che, insieme alla società, ha chiesto al ragazzo, anche attraverso il suo manager, di evitare riferimenti al mercato, rinviando qualsiasi discorso al suo rientro. Ma anche dopo la partita con l’Italia (in cui non ha brillato) Radja qualche riferimento, tiepido, al suo futuro l’ha fatto, partendo da Pjanic: «Gli voglio bene, accetto la sua scelta e gli continuo a voler bene. Era come un fratello e sicuramente era meglio giocarci insieme. Io di mercato non ne voglio più parlare perché sono 7 anni che sono sul mercato e ogni anno succede un macello».

 

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