Rassegna Stampa

Ecco Bee, si chiude l’affare Milan

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-07-2015 - Ore 08:00

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Ecco Bee, si chiude l’affare Milan
LA REPUBBLICA - CURRO' / PAGNI - I giorni di Silvio Berlusconi proprietario unico del Milan stanno per finire. Il broker thailandese Bee Taechaubol arriva oggi a Milano per firmare un passaggio storico del club rossonero: il suo ingresso nel club col 48 per cento delle azioni.
L’apparato mediatico che ruota attorno al mondo Fininvest si sta preparando al “grande evento” che avrà il suo apice nella firma dei contratti a cui hanno lavorato un paio di plotoni di avvocati negli ultimi due mesi e che con tutta probabilità avverrà nel prossimo fine settimana. Dopodiché, nulla sarà più come prima in casa Milan.
Perché Mister Bee sarà un socio di minoranza per modo di dire. Data la consistenza dell’investimento (480 milioni di euro), il finanziere asiatico e la sua cordata di investitori (la banca statale cinese Citic e la banca degli sceicchi di Abu Dhabi Ads Securities) diventeranno a tutti gli effetti una presenza influente nelle scelte della società. Di fatto, lo sono già diventati, spostando gli equilibri della campagna acquisti. Con Adriano Galliani che si è visto affiancare dal fondo di investimento Doyen come “consulente di mercato”.
Si apre dunque una nuova fase, con qualche scenario ancora tutto da decifrare. Per esempio, la “super” valutazione data da Bee al Milan: un miliardo, debiti da 240 milioni e deficit da 92 esclusi, quando l’unica altra offerta arrivata a Berlusconi da parte di una cordata cinese non andava oltre i 600 milioni. Per non parlare della quotazione su una Borsa asiatica entro un anno e mezzo con annesso trasferimento della maggioranza a Taechaubol: i mercati asiaticisono in picchiata, tanto che una quotazione in questo momento sarebbe impossibile. Per convincere, fra un anno e mezzo, i mercati a investire nel Milan dovrà essere un successo lo sviluppo del marchio sul mercato dell’Estremo Oriente e del sud-est asiatico: un piano da oltre un miliardo, piatto forte del nuovo socio. Per finire, il progetto del nuovo stadio nell’area della Fiera di Milano, voluto dall’altro ad Barbara Berlusconi: ha avuto il via libera dalla Fondazione Fiera che è propietaria del Milan, ma il via libera da parte del Comune si intreccia cone le imminenti elezioni per il nuovo sindaco.
Che la fibrillazione sia evidente lo confermano le inquietudini dei tifosi e in particolare dei piccoli azionisti, che proprio oggi si costituiranno in associazione. Il loro scopo? Partecipare, in una fase così delicata per il club, al dibattito sul suo futuro: una voce democratica, quella dei cosiddetti “stakeholders”, che chiedono di essere ascoltati nella massima trasparenza, rompendo il monopolio assembleare dell’azionista di maggioranza assoluta Fininvest, in teoria ormai intaccato dall’arrivo di Mister Bee e dei suoi due garanti finanziari. Una piccola rivoluzione dal basso, in attesa di capire dove porterà quella dall’alto.

Fonte: LA REPUBBLICA - CURRO' / PAGNI

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