Rassegna Stampa

Ecco come cambierà la legge sui diritti tv La mossa del governo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-04-2016 - Ore 08:09

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Ecco come cambierà la legge sui diritti tv La mossa del governo

LA REPUBBLICA – LOPAPA - La riforma camminerà di pari passo con la proposta di legge parlamentare che entro dieci giorni sarà ufficializzata dalle proponenti, le due deputate Pd Lorenza Bonaccorsi e Daniela Sbrollini (responsabile sport), e che si limiterà a ridefinire la titolarità e la commercializzazione dei diritti tv, ovvero i primi due titoli (i primi 20 articoli) della Melandri. Ma il “cuore” e le centinaia di milioni dei diritti tv ballano sulla terza parte, passata ai raggi X della riforma.

«Questione di qualche settimana e presenteremo il nostro progetto» ha annunciato il premier Matteo Renzi nell’intervista di ieri a Repubblica.

E il varo è imminente. Il 20 aprile l’Autorità che vigilia sulla concorrenza è stata inflessibile multando Mediaset premium (51 milioni) e Sky (4 milioni), Lega Calcio (quasi 2) e la società di consulenza Infront Italy (9 milioni) per l’accordo illecito stipulato sui diritti tv. Sulla scia, anche l’Agcom, l’autorità sulle comunicazioni, ha osservato che la legge Melandri è ormai superata oltre che di difficile attuazione, sollecitandone la riforma. La normativa risale al 2009 e ha sancito finora la vendita centralizzata dei diritti tv. Ad oggi, in base al contratto ultimo (che ha validità 2015-2018) la torta da 943 milioni distribuiti dalle pay tv è stata distribuita in parti uguali per il 40%, dunque 18,5 milioni per ciascuno dei 20 club di serie A, il 30% in base al bacino di utenza e un restante 30 per i risultati sportivi e dunque il “prestigio” storico di ogni squadra. Insomma, si è andati dai 100 milioni della Juve ai 22 di Frosinone e Carpi neopromosse. Con la riforma, si adotta invece il criterio in vigore in Inghilterra per cui la parte uguale per tutti sale dal 40 al 50%(da 18 a 23 milioni). Ma soprattutto viene rivisto il criterio del bacino di utenza, che assegna un altro 30% in base non al numero incerto dei tifosi ma degli abitanti per città(la frase nel testo di legge sarà: «massima oggettività »). E così quello dei risultati sportivi, messo già in discussione da alcuni presidenti. Dovrebbe essere inoltre rivista, la piena autonomia gestionale delle Lega Calcio sull’asta per l’assegnazione dei diritti tv. E non è escluso che venga rimessa in discussione la norma che oggi prevede un mega paracadute (circa 40 milioni) alle squadre che retrocedono in B, col rischio di falsare il campionato cadetto e col paradosso per cui i presidenti di squadre oggi in bilico potrebbero avere convenienza a retrocedere. Il tutto per evitare che il sistema si di fatto controllato da tre o quattro squadre.

Con un secondo provvedimento, il governo studierà anche la revisione della vecchia legge del 1981 che disciplina tutto lo sport professionistico con misure su stadi e diritti dei calciatori.

Fonte: LA REPUBBLICA – LOPAPA

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