Rassegna Stampa

Ecco il piano anti-ultrà: “Violenti fuori a vita una legge in 15 giorni”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-05-2014 - Ore 09:43

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Ecco il piano anti-ultrà: “Violenti fuori a vita una legge in 15 giorni”

Il pugno duro del governo su curve violentee derive criminali del mondo ultrà sarà il contrappasso inevitabile e immediato dopo la vergogna dell’Olimpico. Daspo oltre i cinque anni, divieti preventivi di ingresso allo stadio, perfino un Daspo a vita e poi vigilanza raddoppiata sul tifo organizzato e sulle infiltrazioni criminali. Il Viminale si è attivato in piena domenica per elaborare un piano da “Inghilterra anni Ottanta”. Il ministro Angelino Alfano ne ha abbozzato le linee guida nei colloqui con alcuni prefetti e dirigenti del dicastero. Tutto dovrà essere pronto per il consiglio dei ministri della prossima settimana, un ddl che non a caso Palazzo Chigi vuole varare prima della fine del campionato del 18 maggio per ottenere l’approvazione in Parlamento in estate.

 

«Sarà fondamentale essere pronti e operativi prima dell’inizio del prossimo campionato, le scene alle quali abbiamo assistito non possono più ripetersi, ormai non si può più distinguere tra quel che accade dentro e fuori lo stadio» ha spiegato ai suoi il ministro. La presenza in tribuna autorità del premier Matteo Renzi ( con famiglia ) e del presidente del Senato Pietro Grasso hanno certo contribuito a prendere atto di quanto la situazione —perfino in una occasione solenne come la finale di Coppa Italia—sia ormai sfuggita di mano. D presidente del Consiglio non cede alla tentazione di reagire alle polemiche in cui tenta di trascinarlo Grillo sullo Stato in trattativa con “Genny a’ carogna”. ‘Stamattina (ieri, ndr) sono andato avedere la partita di mio figlio, l’entusiasmo dei ragazzi e dei genitori della Settignanese, quello è il calcio» raccontava in serata ai collaboratori: »Perché non me ne sono andato dallo stadio, sabato sera? Perché io non fuggo, non lo lascio a loro, ai violenti La sua risposta alle violenze arriverà, vuole metterla per iscritto a stretto giro.

 

E allora eccoli quei ..provvedimenti più seri contro la violenza mascherata da tifo e le infiltrazioni criminali nelle curve* invocati in queste ore anche dalla seconda carica dello Stato, Grasso. Sarà intanto un disegno di legge e non un decreto per il solo fatto che i campionati sono appunto al traguardo, quello di serie A praticamente concluso.

E difficilmente, si ragiona al Viminale, la Presidénza della Repubblica riconoscerebbe i criteri di necessità e urgenza previsti dalla legge. D piano è articolato e passa attraverso una riorganizzazione complessiva della disciplina di contrasto alla violenza. La misura più drastica sarà il Daspo a vita: chi si macchia di reati gravi che abbiano attinenza col mondo del calcio, commessi dentro ma anche fuori dagli stadi, sarà radiato a vita dagli spalti. Addio squadra del cuore, accessibile solo in tv e non ci sarà tesserà del t ifoso che tenga. Nella pianificazione del ministero degli Interni è prevista quindi un inasprimento delle sanzioni individuali, al di là del divieto di ingresso negli stadi, e a questo scopo saranno intensificate le misure di prevenzione affidate alle forze dell’ordine.

 

Tradotto, maggiore libertà di manovra degli inquirenti al fine di evitare che episodi come quello di sabato si verifichino: controlli precedenti alle partite e bonifica del territorio. E in questa chiave che entrerà in gioco una sorta di “Daspo preventivo”, nel senso che potranno essere bloccati i potenziali teppisti della domenica, impedendo loro di raggiungere l’area dello stadio per un de *** terminato incontro o per un intero periodo. E questo, anche se i soggetti in questione non rientrino ancora nella lista nera” delle questure.

 

È la svolta alla quale allude il ministro Alfano quando dice che «dobbiamo dare maggiore efficacia sanzionatoria ed estendere gli effetti temporali del Daspo». Ecco, il Daspo: finora la misura più temuta dagli oltranzisti del tifo violento, ma che ha un limite di tempo, non supera i cinque anni. Dal prossimo campionato, se la legge sarà approvata nei termini previsti, quei paletti saranno superati. Fino al limite estremo della esclusione appunto «a vita.. Sara l’«ergastolo. del tifoso. Sul tavolo dei tecnici del Viminale si stanno per studiare anche misure per incidere sui fenomeni di gruppo. Perché il tifo deviato, in Italia come in pochi altri paesi ormai in Europa, conduce dritto ai gruppi ultrà. P governo non intende criminalizzare l’intero tifo organizzato, ma sara intensificata la vigilanza, perché quella condotta finora si è dimostrata lacunosa.

E anche II, la tessera del tifoso è stata misura necessaria ma all’evidenza non sufficiente. In particolare, si cercherà il modo per disinnescare quel corto circuito della disperazione sociale che negli ultimi anni ha attirato ai cancelli degli stadi mondi prima distanti per sfogare rabbia e frustrazione dentro o appena fuori. Nel mirino, in particolare, il rischio di infiltrazioni criminali: è ormai noto alle forze di polizia che in molte tifoserie alcuni soggetti, magari con precedenti penali, partecipano solo per organizzare disordini.

 

Sono comunque sempre presenti sugli spalti per marcare il territorio, mantenerne il controllo. Sarà l’ennesima stretta, il governo vuole trasformarla nel colpo di grazia sul tifo violento.

Fonte: la repubblica (C. Lopapa)

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