Rassegna Stampa

Ecco Spalletti, il vincitore Garcia allena e se ne va

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-01-2016 - Ore 08:06

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Ecco Spalletti, il vincitore Garcia allena e se ne va

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - STOPPINI - Da Roma fino a Bangkok, cercando te. Cercando un allenatore: Zurigo, Fiumicino, Trigoria. Anzi no: Firenze, Parigi, Miami. Cercando l’Allenatore, con la A maiuscola, l’uomo degli ultimi trofei alzati dalla Roma, quello dei «’omportamenti, delle situazioni», così familiare che pare già di sentirlo. «Scusa, ma che succede? Chi ci allena?», chiede qualche giocatore all’arrivo al centro sportivo. Controllare stato dei voli, please . Perché un tifoso smaschera il piano che doveva rimanere top secret: un clic immortala Spalletti all’aeroporto di Firenze, reduce dall’incontro notturno con Sabatini, in procinto di partire per Parigi. Ore 9.55, si decolla. «Vado in America», svela il tecnico. Parigi è giusto uno scalo, la destinazione è Miami, è James Pallotta. È la Roma, in fondo. 
Colloquio con il d.s. La giornata surreale era già iniziata. Perché Rudi Garcia si era svegliato all’alba a Zurigo e alle 8.53 era già a Fiumicino: nessuno ad attenderlo, a Trigoria va con mezzi propri. E arriva poco dopo le 9.30, per dirigere l’allenamento. Come se nulla fosse, perché la società non vuole esonerarlo prima di aver trovato un accordo totale con Spalletti. L’imbarazzo dei giocatori è evidente. In campo Rudi sorride. E parla alla squadra: «Sapete tutti com’è la situazione, non so se domenica sarò in panchina. Ma siamo dei professionisti, è giusto prepararsi». A Trigoria c’è pure Sabatini, che prima di pranzo riceve Garcia: i due si parlano, il d.s. gli spiega la situazione, di fatto gli annuncia quello che tutto il mondo sa. Un esonero virtuale, non ufficiale. E così la scena si ripete. L’allenamento del pomeriggio dura poco, meno di un’ora tra palestra e altro. Tra i giocatori c’era chi si informava su Spalletti.In campo però ancora Rudi, che non saluta la squadra. Anzi, a fine seduta fa: «Ragazzi, ci vediamo domani». 
annuncio della fidanzata Perché se i tempi dell’annuncio di Spalletti dovessero slittare, sarà ancora il francese a dirigere l’allenamento di oggi pomeriggio. Paradosso. Se invece la cena di Miami tra Pallotta e Spalletti avrà portato alla fumata bianca, non è da escludere per oggi una videoconferenza pubblica. Per annunciare un addio già svelato da Francesca Brienza, volto di RomaTv e fidanzata di Garcia, che su facebook ha scritto a un tifoso: «Il mister ha amato la Roma in ogni momento, ce ne ricorderemo tra qualche tempo. Ora onore a chi verrà». Ovvero Spalletti, che al tifoso in volo con Parigi avrebbe sottolineato le perplessità per la situazione ambientale di Roma. E che si è imbarcato per Miami per discutere i dettagli del suo ritorno: un anno e mezzo di contratto, ingaggio intorno ai 3 milioni, staff limitato al solo Domenichini mentre resta in dubbio Daniele Baldini. I preparatori? Spalletti darebbe l’ok a proseguire con Norman e Lippie, ma vorrebbe la garanzia di portare qualcuno di fiducia da giugno in poi. 
Totti chiude con lui Contorni di una ripartenza, quasi 11 anni dopo la prima volta. Neppure nel 2005 Spalletti fu la prima scelta: la società voleva Guidolin e i tifosi Zeman. Ma dopo una partenza farraginosa, il 18 dicembre 2005, a Marassi, nacque quella squadra che fece innamorare l’Italia, con capitan Totti centravanti atipico. Grazie a Spalletti, il numero 10 vinse addirittura la Scarpa d’Oro come miglior bomber d’Europa con 26 gol segnati nel 2006-2007. Ma a vincere non fu solo il capitano. Ritrovata la Champions League — due volte di fila ai quarti di finale, storiche vittorie con Real Madrid e Chelsea — la Roma si aggiudicò due Coppe Italia (2006 e 2007) e una Supercoppa Italiana (2007). Tutto questo sfidando quella che dal 2005 al 2009 per Spalletti, è stata la rivale di sempre, ovvero l’Inter prima di Mancini e poi di Mourinho. E se il 2° posto del 2006 fu frutto della classifica riscritta da Calciopoli, quello del 2008 probabilmente è stata la pagina più amara della storia recente, visto che i giallorossi si sentirono i vincitori morali di quello scudetto. Forse lì si concluse davvero la prima era Spalletti che quell’estate, all’insaputa della Roma, andò a Parigi a incontrare Abramovich sognando il Chelsea. A rivelarlo fu un suo collega, Carlo Ancelotti, e lì qualcosa si ruppe: la squadra ci rimase male, i tifosi anche. La stagione successiva fu malinconica prima di un addio, dopo appena due giornate del torneo 2009-2010, maturato anche per un mercato anemico. Con De Rossi il rapporto è stato sempre saldo. Con Totti non mancò qualche polemichetta, ma il tempo ha fatto rientrare tutto. E allora resta ancora di attualità quello che disse il capitano l’1 settembre del 2009, dopo le dimissioni di Spalletti: «Avrei voluto chiudere con lui la carriera». Nessuno lo avrebbe mai immaginato, ma andrà proprio così. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - STOPPINI

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