Rassegna Stampa

(Editoriale) Totti, De Rossi e Florenzi - La risposta tutta italiana della Roma

condividi su facebook condividi su twitter Di: Gabriele Nobile 22-08-2016 - Ore 17:35

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(Editoriale) Totti, De Rossi e Florenzi - La risposta tutta italiana della Roma

GABRIELE NOBILE - Molti analisti e critici hanno commentato in maniera negativa la presenza di un solo italiano (El Shaarawy) nel match di sabato tra Roma ed Udinese. Il primo sentimento che ho provato è stato lo stupore. È oramai prassi comune prendere di mira le società che schierano giocatori stranieri o naturalizzati solamente perché va di moda dar fiato alle trombe senza accendere il cervello o quantomeno spiegarne i motivi. Questa critica in riferimento alla Roma risulta stonata poiché, occupandoci giornalmente delle vicende dei giallorossi, vorremmo sottolineare come il roster del club sia realmente all'avanguardia circa l’ avere giocatori provenienti dal circuito "italico". In primis, il club di Piazzale Dino Viola è particolarmente attento al vivaio: la Primavera guidata dal romano Alberto De Rossi, fresca campione d'Italia, negli ultimi 10 anni ha "donato" alla Seria A e Serie B oltre 40 giocatori , attualmente impiegati in società importanti della nostra lega. Altro elemento importante, aldilà del match contro i friulani, è che la Roma può contare su 3 capitani, tutti rigorosamente romani e romanisti come TottiDe Rossi e Florenzi, dato sul quale andrebbe posta l'attenzione, visto che nessun club in Italia può contare su questa particolarità. Pertanto, porre in essere analisi superficiali senza conoscere, almeno nel caso della Roma, quella che perlomeno è la storia recente, rischia di diventare non cronaca ma stucchevole e pretestuosa retorica. Senza entrare nel campo minato della globalizzazione, elemento cruciale anche nel mondo del calcio, proprio oggi sull'isola di Ventotene verrà omaggiato da 3 primi ministri come Renzi, Merkel e HollandAltiero Spinelli, autore del "Manifesto per un'Europa Libera e Unita”, meglio conosciuto come Manifesto di Ventotene. Sarebbe, quindi, il caso di prendere in esame i giocatori non come italiani ma come provenienti o meno dalla comunità europea e nel caso della Roma non sono pochi e tutti importanti nell'impianto di gioco costruito dall'allenatore (toscano e quindi italiano) Luciano Spalletti. Solo per citarne alcuni: l’olandese e 4° capitano Strootman, il belga Nainggolan, il greco Manolas, il portiere polacco Szczesny, giocatori che compongono l’ossatura della formazione giallorossa. Il discorso cambia quando si tratta di portare a casa medaglie olimpiche e qui non leggo e non percepisco malumori per quanto successo in questi giorni, visto che 5 medaglie sono state conquistate da atleti non nati in Italia. Nelle passate Olimpiadi di Londra furono ben 9 i non nativi del nostro Paese ed a questo proposito chiedo: mi spiegate qual è la differenza tra questi atleti "stranieri" utilizzati nel calcio piuttosto che in altre discipline, spesso meno note, ma olimpiche?

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cervellotico 22/08/2016 - Ore 20:43

Condivido. Quello della presunta "italianità" etnica è un falso mito, per di più potenzialmente retrivo. Semmai quello che può e deve avere un significato è la continuità di alcune radici sociali e culturali, e la Roma fortunatamente come spiegato nell'articolo è una delle poche squadre italiane ad averla finora avuta. E si spera che possa essere così anche in futuro.

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