Rassegna Stampa

El Shaarawy e Perotti, il ricostituente della Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-03-2016 - Ore 08:22

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El Shaarawy e Perotti, il ricostituente della Roma

IL CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Lo scorso anno, nel mercato di gennaio, arrivarono Seydou Doumbia (13 presenze, 545 minuti giocati), Victor Ibarbo (10 presenze, 574 minuti) e Nicolas Spolli (una sola presenza, nell’ultima e inutile partita di campionato contro il Palermo, 90 minuti). 
In tre riuscirono a colmare ben poche delle lacune che aveva quella Roma e, anzi, tra costo dei cartellini e prestiti onerosi hanno pesato (senza contare gli stipendi) sul bilancio per oltre 30 milioni di euro: 15,9 l’ivoriano, 13,5 in due stagioni il colombiano e 1,5 l’argentino ex Catania. In tre hanno portato alla Roma 2 gol, quelli di Doumbia contro Sassuolo e Genoa, e un assist, quello di Ibarbo per la rete di Iturbe nel derby di ritorno che regalò alla Roma la certezza del secondo posto e la qualificazione diretta alla Champions League. E se dal punto di vista emozionale quello procurato da Ibarbo è stato un gol che ha regalato ai tifosi una grande gioia, ci sono pochissimi dubbi sul fatto che i tre acquisti siano stati una buccia di banana nel percorso del direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini. 
Un anno dopo, con meno della metà dei soldi (anche se con i riscatti da esercitare a giugno la cifra complessiva sarà quasi la stessa), la Roma si è portata a casa tre calciatori che hanno già ripagato abbondantemente le attese e stanno dando il loro contributo alla rincorsa di un posto per la prossima Champions League. 
Stephan El Shaarawy finora è costato solo 1,4 milioni, quelli versati al Milan a gennaio per il prestito oneroso. I rossoneri gli avevano attaccato addosso il cartello «vendesi» e ora, chissà, lo rimpiangono. Se la Roma vorrà riscattarlo come la logica impone - visto che è ancora giovanissimo (classe ’92), che è italiano e quindi fondamentale per le liste Uefa e che presto ritornerà in Nazionale - dovrà pagare altri 13 milioni. Nel frattempo se lo gode Spalletti. 
Il Faraone ha avuto un impatto devastante, con 5 gol (e due assist) in 6 partite in campionato, con una media di uno ogni 93 minuti (meglio ha fatto solo Higuain con uno ogni 91), spingendo sempre più lontano dal campo Edin Dzeko. 
Non è stato da meno Diego Perotti, costato 10 milioni di euro tra prestito oneroso e riscatto (già esercitato): l’argentino ha già collezionato 2 gol e 4 assist in sei partite e, ad eccezione della gara contro il Carpi, ha messo la sua firma in tutte le gare giocate. Con la Fiorentina ha fatto sia l’uno, il gol su assist proprio di El Shaarawy, sia l’altro, il passaggio per la prima rete di Salah. Anche lui, come il Faraone, sogna la nazionale, ma nel suo caso la concorrenza è molto più agguerrita. 
Per il momento si sta rendendo indispensabile per Luciano Spalletti, che, grazie alla sua duttilità e al suo spirito di sacrificio, è ritornato al vecchio amore per il «falso nueve». 
Ruba meno l’occhio Ervin Zukanovic, che si è comunque dimostrato un calciatore affidabile. Nella gara d’esordio contro il Frosinone, il duttile difensore bosniaco ha sfornato un cross che El Shaarawy ha trasformato in oro con uno «scorpione» alla Ibrahimovic, e Spalletti lo ha utilizzato in più posizioni: centrale ed esterno sinistro con la difesa a tre; centrale di sinistra in quella a 4. Il prestito oneroso è costato 1,2 milioni, per riscattarlo ne serviranno altri 2,8. Tutto sommato, un buon affare per un calciatore affidabile da tenere in rosa. 

Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI

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