Rassegna Stampa

El Shaarawy, un esordio col botto Pjanic: «Cominciamo a crescere»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-01-2016 - Ore 08:31

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El Shaarawy, un esordio col botto Pjanic: «Cominciamo a crescere»

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Un esordio migliore non poteva immaginarlo, Stephan El Shaarawy. Non solo ha fatto gol alla prima all’Olimpico, ma lo ha fatto con un colpo di tacco che ha scaldato i cuori dei 25 mila sugli spalti. Un «colpo dello scorpione», su assist dell’altro nuovo arrivato Zukanovic, in stile Ibrahimovic, che ha riportato avanti la Roma in un momento della partita in cui le cose si erano complicate non poco. È impazzito di gioia, El Shaarawy, quando ha sentito gli spettatori scandire il suo nome: in serie A non gli succedeva dallo scorso 24 maggio, quando realizzò una doppietta contro il Torino. L’ultimo in questa stagione, invece, lo aveva segnato il 10 dicembre in Europa League con la maglia del Monaco contro il Tottenham. 
Spalletti, anche a causa della mancanza di alternative lo ha schierato esterno nel centrocampo a cinque, un ruolo che il Faraone ha ricoperto in nazionale: qualche spunto interessante, tanta attenzione anche alla fase difensiva e il gol che difficilmente dimenticherà. 
Se El Shaarawy è il volto sorridente del match col Frosinone, Edin Dzeko è l’altra faccia della medaglia. Il bosniaco è rimasto ancora una volta a secco - non segna in campionato dalla gara di Bologna del 21 novembre, su azione addirittura dal 30 agosto contro la Juventus -, ma soprattutto è stato protagonista dell’ennesima prestazione opaca. La sua faccia, al momento di lasciare il posto a Totti dopo un’ora di gioco e mentre Spalletti provava a fargli digerire il cambio, non ha bisogno di interpretazioni. I fischi, non di tutto lo stadio ma di una parte del pubblico, non lo hanno certo aiutato. 
Niente fischi, invece, ma solo applausi e cori per Francesco Totti, che ieri ha collezionato la sua apparizione numero 593 in serie A, diventando il terzo calciatore con più presenze alle spalle di Maldini (643) e Javier Zanetti (615) nella storia del campionato. Il capitano ha dimostrato che quando il ritmo non è altissimo, può ancora fare la differenza. L’ha fatta con l’assist per il gol, l’ottavo in campionato e il decimo in stagione, di Miralem Pjanic. 
«Volevamo vincere - le parole del bosniaco a fine gara - purtroppo abbiamo preso un gol e lo dovevamo evitare. Abbiamo provato a chiuderla prima ma sono arrivati buoni segnali, come la fiducia e la freschezza fisica. Dobbiamo continuare così, per noi questa deve essere la normalità. Abbiamo cambiato modulo e allenatore, il campionato è lungo, l’importante è ottenere punti per avvicinare la vetta

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI

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