Rassegna Stampa

Europa League coppa dei poveri

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-12-2014 - Ore 09:29

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Europa League coppa dei poveri

È la sorella povera della Champions, partecipano in tanti e chi riesce a spuntarla si aggiudica al massimo 15 milioni di euro. L’Europa League viene spesso snobbata (chi va avanti conquista preziosi punti nel ranking), a volte diventa quasi un elemento di disturbo e fa slittare le gare di campionato al lunedì, cosa che piace più alle tv che ai tifosi, e il guadagno è minimo. Basti pensare a quanto ha messo in tasca il Siviglia vincendo la finale della scorsa edizione a Torino: 14,6 milioni di euro, cifra record per la competizione. Di questi, 5 milioni sono arrivati nel momento in cui è stata alzata la piccola Coppa. Per quella grande è tutta un’altra storia: la vittoria finale vale più del doppio, 10,5 milioni di euro, e ai perdenti vanno ben 6,5 milioni.

 

Le differenze sono tante, un successo nel girone di Champions vale 1 milione di euro, quello incassato dalla Roma grazie al 5-1 rifilato al Cska Mosca, mentre il pareggio paga la metà. I giallorossi sono riusciti a racimolare in tutto circa 35 milioni di euro e adesso si ritrovano a disputare un torneo con meno campioni e meno milioni in palio. La Fiorentina, fin qui, è quella che ha guadagnato di più tra le italiane grazie al primo posto nel girone (400 mila) e le 4 vittorie su 6 valse 800 mila euro. Sommando i 100 mila dell’unico pareggio e il bonus di partenza di 1,3 milioni, si arriva a 2,6 totali.

La Roma fa il suo ingresso in Europa League dai sedicesimi e può aspirare a conquistare con i risultati sul campo fino a 7 milioni circa, traguardo raggiungibile solo con il trionfo a Varsavia il 27 maggio 2015. Al premio Uefa vanno però aggiunti i diritti di mercato (l’anno scorso fruttarono 5 milioni alla Juventus) e gli incassi al botteghino per le partite casalinghe. La squadra di Garcia ha ottenuto circa 8 milioni di introiti per le gare interne con Cska, Bayern (record di presenze: 62.292) e City, ma la musica cambia nella piccola Europa. A Trigoria si aspettano un calo del 30% per gli incassi da stadio, sia per la minore affluenza (molto dipenderà dall’avversario di turno) sia per la riduzione del costo dei biglietti. Il campionato ne risentirà non solo a livello di fiato e gambe, cambierà anche il calendario. La Roma inizierà infatti a giocare i «monday night»: i sedicesimi sono in programma il 19 e 26 febbraio, l’attesa rivincita con la Juve dovrà slittare al 2 marzo. Scontro diretto a parte, i giallorossi avranno la possibilità di sapere cos’hanno fatto i bianconeri in anticipo. L’ultima volta, però, non è bastato per vincere.

Fonte: il tempo (E. Menghi)

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Gerry 13/12/2014 - Ore 11:32

Sono sempre più stupito da questi articoli. Ma nella nostra bacheca cosa abbiamo oltre la coppa delle fiere? Ma se uno fa bene nell'Europa League aumenta il ranking UEFA? E su 15 milioni da qui a giugno ci permettiamo di sputare? La ROMA ha una rosa che le permette di giocare tutte le competizioni, senza contare la possibilità di gestire i mal di pancia degli esclusi che troverebbero più spazio. Credo che sia meglio la Champions ma questo non vuol dire che l'Europa League non sia prestigiosa. MAGARI POTERLA VINCERE. FORZA ROMA

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