Rassegna Stampa

Europa League, "manita" possibile per le italiane

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-02-2015 - Ore 16:16

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Europa League,

"Manita" in Europa League è un concetto complicato, non impossibile. Nella Coppa Uefa 1979-80 alla Germania riuscì l’incredibile: 5 qualificate ai quarti, naturalmente un "derby" (vinto dal Bayern sul Kaiserslautern), poi semifinali tutte tedesche (anche Borussia Moenchengladbach, Stoccarda, Eintracht), infine l’Eintracht a sollevare la coppa. "Manita" in Europa sembra fantascienza, e comunque per gli altri sarebbe al massimo tris (per Spagna, Inghilterra e Olanda). Ma l’Italia di club nei sedicesimi ne ha addirittura 5: e dopo le sfide d’andata, pur con qualche rimpianto, sognare non è follia. Il Napoli è già agli ottavi con tutti gli scongiuri del caso, l’Inter a buon punto, la Fiorentina messa bene. Rischiano Roma e Torino ma non sono fuori. Per niente. In fondo l’anno scorso agli ottavi ne avevamo tre: Juve, Fiorentina (coinvolte nello scontro che lanciò i bianconeri) e Napoli (out con il Porto). Ma i tempi, e l’atteggiamento, sembrano cambiati. Anche perché, in un sistema che non ha più una lira, anche i 10-15 milioncini circa dell’Euroleague sono sporchi ma graditissimi.

NAPOLI, SOLO UN SUICIDIO… — Nessuno nel tabellone è messo meglio di Benitez che di Euroleague ne ha già vinte due, con Valencia (2004) e Chelsea (2013). I quattro gol a Trebisonda, e la manifesta superiorità, garantiscono il passaggio del turno al 99%. A Napoli cominciano a credere nell’inseguimento al secondo posto, vista la Roma sfilacciata e stanca di questi mesi. Oltre il legittimo turnover sarebbe però bello vedere Gabbiadini: è in condizioni super e chiede la Nazionale.
 
INTER "QUASI" EUROPEA — Palermo (dottor Jekyll fuori casa), Atalanta e Cagliari non sono test terribili, però i tre successi di fila in campionato, e il pazzesco 3-3 di Glasgow (2-3 a pochi secondi dalla fine) spingono all’ottimismo. L’Inter può soltanto perderlo questo turno perché il Celtic, lontano dal Park, è come Sansone che ha perso i suoi capelli: un successo, e 6 k.o., nelle ultime 11 sfide sono cifre che non mentono. Mentre l’Inter non perde in Europa da 10 gare. Tatticamente Mancini pare aver trovato equilibrio: manca quel gap di personalità che rende "europei".
 
FIORENTINA, CONFERMATI! — L’1-1 di Londra è un bel risultato che diventa eccellente se consideriamo lo svolgimento: dopo aver subìto, Montella e i suoi si sono rimessi in pista, hanno pareggiato e controllato con personalità da grandi. La Fiorentina è imbattuta da 10 gare anche se l’1-1 con il Torino ha confermato la discontinuità. Il Tottenham arriva dal 2-2 col West Ham e domenica se la vede con il Chelsea. Giocando come a White Hart Lane si passa il turno. Poi c’è l’Inter: sfida della felicità o dei rimpianti?
 
ROMA NON FA’ LA… — Non sono sullo stesso piano Roma e Feyenoord, nossignore. Gli olandesi non hanno Manolas, Nainggolan, Ljajic, Gervinho, Totti e De Rossi: solo che Garcia se li ritrova nel momento peggiore, in crisi psicologica e fisica. Dalla sconfitta con il City all’Olimpico lo score è da paura: 9 pari e una sconfitta in 14 partite. Il Feyenoord punta tutto sull’Europa e l’1-1 dell’andata lo premia: quando la Roma è andata all’attacco, sconclusionata, è stata punita. Lezione per Garcia: oggi meglio attendere e poi colpire in contropiede. Il pensiero della Juve lunedì non aiuta. Ma si può fare.
 
TORINO DA SOFFRIRE — Il 2-2 dell’andata obbliga a considerare favorito l’Athletic Bilbao che ha una storia recente più europea, arriva dalla Champions, ha fatto fuori il Napoli nei preliminari e sconfitto al San Mames le italiane sette volte su otto (un pari Juve). Però il Toro va in gol da 9 partite di fila e segnare oggi sarebbe decisivo. L’1-1 con la Fiorentina ha spiegato che Ventura non si arrende mai. Everton, Wolfsburg, Dnipro, Zenit, Bruges, Dinamo Mosca sono vicine agli ottavi: cerchiamo di raggiungerle in massa.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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