Rassegna Stampa

Europei vicini Conte pretende un’Italia vera

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-11-2015 - Ore 07:40

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Europei vicini Conte pretende un’Italia vera

CORRIERE DELLA SERA - BOCCI - Antonio Conte ha affidato una missione precisa alla sua nazionale stasera contro la Romania: ripartire dalla prima ora abbondante con il Belgio, da quei settanta minuti in cui l’Italia ha tenuto botta e rischiato di vincere. All’allenatore azzurro la sconfitta di Bruxelles non è andata giù perché il 3-1 non rispecchia l’andamento della partita. Il c.t. non ha dimenticato la traversa di Eder che poteva portarci in vantaggio, né il colpo di testa di Pellé che poteva restituirci il pareggio. Lo studio del match porta acqua al suo mulino. L’Italia ha giocato alla pari, crollando alla fine per errori individuali. «Che non sono un caso. Bisogna lavorare per non commetterli più. Ma noi della Juve siamo ancora una delle difese migliori d’Europa», dice Giorgio Chiellini mostrando i muscoli. 
La Romania diventa un’occasione di riscatto. Non ha la classe sopraffina del Belgio, ma è coriacea, come l’Italia imbattuta nelle qualificazioni e con la miglior difesa nei gironi (due reti al passivo). Conte ripartirà dai soliti noti, altro che turnover globale, l’undici titolare a Bologna assomiglierà moltissimo a quello schierato venerdì a Bruxelles: perché l’allenatore vuole vedere la reazione dopo una sconfitta e testare la condizione mentale della squadra giocando due partite a distanza ravvicinata come può accadere agli Europei. 
Tre i cambi rispetto al Belgio: Barzagli per De Sciglio con Chiellini a sinistra, Soriano per Parolo ed El Shaarawy per Candreva nel 4-4-2. «Cancellate una sconfitta immeritata», ha ringhiato Conte negli spogliatoi. «Contro il Belgio gli episodi sono stati decisivi, potevamo vincere e invece abbiamo perso. Però siamo sulla strada giusta». A Bologna si respira un’aria strana. Impossibile dimenticare i fatti di Parigi, i poliziotti sorvegliano il Dall’Ara già dalla vigilia e le misure di sicurezza sono state rafforzate con 150 uomini. Allo stadio ci saranno oltre ventimila persone, 4mila i romeni che faranno un tifo d’inferno. Conte è contento così. Solo partite vere sulla strada verso l’Europeo. Costellata, inevitabilmente, dai discorsi sul futuro dell’allenatore. Ogni giorno una tappa, una puntata. Conte però è un altro uomo rispetto a quello che un anno fa si sfogò dentro Marassi. «Sono entrato in pieno nel ruolo che è totalmente diverso da quello che facevo prima. C’è voluto un periodo di ambientamento per capire le dinamiche e alcune situazioni politiche. Però sono contento di essere venuto in nazionale ed è una scelta che rifarei». 
Prima della conferenza stampa, durante il sopralluogo sul campo, Conte e Tavecchio parlano per una decina di minuti: che sia il contratto l’argomento? «Il futuro dipenderà dal risultato — ripete il c.t —, Prandelli firmò il rinnovo e dopo due mesi è stato costretto a dare le dimissioni. Sono nel calcio da tanto tempo per non capire che siamo figli del risultato e non del lavoro». Ma poi ammette: «Da qui a luglio faremo le nostre valutazioni e spero che la scelta sia quella migliore». Conte, almeno a parole, invia segnali d’apertura alla Federcalcio. Il problema non sono i soldi. Ma le aspettative. Di sicuro il lavoro oscuro di Oriali sta minando i suoi propositi di fuga. Tavecchio aspetta e spera. Juve, Milan e Roma stanno corteggiando il c.t. sottotraccia, la questione si risolverà a primavera. Ma è già un tormentone. Nella notte, annullata per l’allarme terrorismo l’amichevole Belgio-Spagna. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - BOCCI

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