Rassegna Stampa

Ex, stadio e ambizioni: il derby americano stimola Roma e Bologna

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-04-2016 - Ore 07:54

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Ex, stadio e ambizioni: il derby americano stimola Roma e Bologna

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Pensateci, se vi scandiscono due nomi come Pallotta e Saputo, per prima cosa vi vengono in mente highway e grattacieli, oppure spaghetti e mozzarelle? Dubbi parrebbero non esistere, ma se la radici delle genealogie gridano Italia, la sfida tra Roma e Bologna è l’unico vero derby nordamericano del nostro campionato, visto che i due presidenti sono nati rispettivamente a Boston e Montreal. Non basta. Essere dei battistrada in terra straniera forma una base di conoscenze utilissima per il futuro, e così non sorprende tanto che la rivoluzione permanente dal punto di vista dirigenziale che ha contrassegnato il primo quinquennio statunitense del club giallorosso, abbia portato a Bologna alcuni uomini della prima fase della new age romanista.

SAPUTO A ROMA Il primo a salutare Trigoria per i colori rossoblù è stato Joe Tacopina, ex vicepresidente della Roma. Dopo aver fatto da «front-man» nell’operazione Soros e da collante in quella di DiBenedetto & Co, l’avvocato Usa ha virato su Bologna (con cui aveva già flirtato in passato) contribuendo ad attrarre in Italia un big come Saputo (oggi a Roma per vedere il Papa e domani allo stadio). Tutto questo prima delle frizioni e dell’addio in direzione Venezia, anche qui forte del minimo comune denominatore utile in tutte e tre le realtà: avere uno stadio di proprietà.

viavaiIl travaso non si è fermato qui, visto che poi dalla Roma sono arrivati prima l’a.d. Claudio Fenucci – l’uomo del primo risanamento giallorosso – e poi Cristoph Winterling, ex responsabile del marketing a Trigoria. Se dopo i saluti di Franco Baldini, l’addio di Fenucci è sembrato inevitabile, quello del manager tedesco non fu esente da polemichette, anche se poi chi lo ha sostituito, Sean Barror, non ha fatto di più, tanto da cedere il passo all’attuale Colette, ex del Barcellona.

SIRENE SABATINI Ma il pesce più grande nell’oceano dirigenziale potrebbe ancora arrivare, visto che parliamo di Walter Sabatini. Il d.s. è in uscita dalla Roma dopo le ruggini con Pallotta ed è noto che un profilo come il suo potrebbe interessare al Bologna, che divorzierà da Corvino. Occhio però che Sabatini piace a tanti club di prima fascia e quindi la rincorsa non è agevole, tanto più che la figura di Marco Di Vaio in rossoblù sta prendendo sempre più piede. Una cosa è certa: qualunque società intenderà avvalersi del patrimonio di conoscenze del d.s. perugino dovrà dargli carta bianca, senza circondarlo di figure che lo possano limitare. E in questo senso non è detto che il Bologna abbia questa idea.

SPALLETTI E DONADONI A dominare, comunque, al momento è l’attualità, che racconta come le due squadre siano divise da un oceano rappresentato da 27 punti. Il Bologna sembra in caduta libera dal punto di vista delle motivazioni e per di più domani all’Olimpico sarà priva dell’ex Destro e dell’azzurro Giaccherini. La Roma invece corre e ha voglia di secondo posto. Ma c’è una cosa che accomuna ancora Pallotta e Saputo: l’aver scelto in corsa gi allenatori giusti. Spalletti e Donadoni, in fondo, per Roma e Bologna rappresentano davvero le basi del sogno americano.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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