Rassegna Stampa

Facciamo i conti: non snobbate l’Europa League, vale 30 milioni di euro!

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-08-2016 - Ore 17:42

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Facciamo i conti: non snobbate l’Europa League, vale 30 milioni di euro!

EUROSPORT.COM – TURCATO - Un appello incondizionato. Alla Fiorentina, alla Lazio e al Napoli. Un appello che oltre a pretendere un esame di coscienza culturale, ha evidenti motivazione economiche. La tanto bistrattata Europa League in Italia è considerata quasi un peso. Le domande in sala stampa di tanti giornalisti, il pensiero comune di troppi tifosi, l’errata mentalità italica: tutti fattori che spesso denigrano questa competizione, rendendola quasi un fastidioso impegno che distrae dal campionato. “Il Napoli, che è in corsa per lo Scudetto, figurati se vuole andare avanti”. “La Fiorentina? L’obiettivo è il terzo posto, non gli ottavi di finale”. “L’unica che ha speranze è la Lazio, perché nel campionato ormai è fuori da tutto”. Frasi udite più volte, anche tra gli addetti ai lavori. E invece no. Perché oltre a portare punti decisive per il Ranking UEFA (Quello che darebbe benefice a tutti, allargando a quattro il range delle squadre partecipanti alla Champiions), 

Premi UEFA: in questo triennio aumento del 50%

La grande novità introdotta dall’UEFA riguardo il triennio 2015-2018. L’ente internazonale ha adottato infatti un nuovo sistema di distribuzione in stretta collaborazione con la European Club Association (ECA). Per la prima volta, tutte le somme relative alle due competizioni verranno centralizzate, con un rapporto di distribuzione tra UEFA Champions League e UEFA Europa League fissato a 3,3:1 (Prima era 4,3:1). Cosa significa? In soldoni significa che c’è più denaro per i club che partecipano alle Coppe europee e che sono anche inferiori le differenze tra Champions ed Europa League. Basti pensare che il vincitore della Champions, solo come premi (e quindi escludendo incasso e market pool), puó incassare 17 milioni in più (il 45%) rispetto a quanto ammontava il premio totale nel triennio precedente. In Europa League oltre 5 milioni di euro in più, dai poco più di 10 agli oltre 15 attuali, il 54% in più rispetto alla somma precedente.

Il dettaglio dei premi: la finale vale 15 milioni

Per ogni stagione del ciclo 2015-2018, come si legge dal sito dell’UEFA, la somma totale disponibile per le squadre partecipanti all’ Europa League (dalla fase a gironi in avanti) sarà di 381 milioni di euro, rispetto ai 233 milioni del ciclo 2012-2015: si tratta di un sostanzioso aumento di circa il 65%. Tale importo verrà distribuito ai club partecipanti con un rapporto di 60:40 tra quote fisse (228,6 milioni di euro) e quote di mercato, come già accadeva nel ciclo 2012-15. Ciascuna delle 32 squadre che hanno partecipato alla fase a gironi hanno ricevuto 2,4 milioni di euro. Inoltre, sono stati previsti come sempre bonus a seconda dei risultati: 360.000 euro per ogni vittoria e 120.000 euro per ogni pareggio nella fase a gironi. Le vincitrici dei gironi hanno ricevuto un ulterore bonus qualificazione di 500.000 euro, mentre alle seconde classificate sono andati 250.000 euro. Le squadre che disputano i sedicesimi di finale beneficeranno di 500.000 euro ciascuna. Le partecipanti agli ottavi incasseranno 750.000 euro, mentre le partecipanti ai quarti riceveranno 1 milione di euro e le semifinaliste 1,5 milioni di euro. La vincitrice della UEFA Europa League riceverà 6,5 milioni di euro, mentre alla seconda andranno 3,5 milioni di euro (comprese le quote relative alla vendita dei biglietti). Pertanto, un club può ricevere al massimo 15,31 milioni di euro (vincendo tutte le partite del girone), senza contare i premi per gli spareggi e le quote di mercato.

Market Pool: una "fetta" compresa tra 5 e 10 milioni

Al discorso premi fissi, ci aggiunge l’ormai arcinoto “Market pool”, la suddivisione delle quote di mercato televisivo, che in questa stagione ha raggiunto la cifra di 152,4 milioni di euro. Questa cifra verrà distribuita proporzionalmente secondo il valore del mercato televisivo dei club che partecipano alla UEFA Europa League (dalla fase a gironi in avanti) e verranno suddivisi tra le squadre di ogni federazione. Secondo il sistema in vigore, metà del valore di ciascun mercato verrà ripartito tra le squadre a seconda dei risultati a livello nazionale nella stagione precedente, mentre l'altra metà verrà suddivisa in un numero di quote pari al numero di turni della competizione e distribuita ai club nei vari turni della UEFA Europa League. Per farvi un esempio concreto, lo scorso anno la Fiorentina ha incassato 5,9 milioni di euro dal market pool, mentre il Napoli eliminato dalla Champions, ha beneficiato di 7,6 milioni, mentre l’Inter e il Torino di 3,8 milioni di euro. Ovviamente più si va avanti, più il market pool aumenta e meno squadre del proprio Paese rimangono in corsa, più la fetta di market pool aumenta in % per chi va avanti.

Chi arriva in finale, poi incassa

Ecco allora che i 19 milioni di euro incassati dal Siviglia campione della scorsa edizione, per quanto abbiamo detto sono destinati ad aumentare a chi solleverà il trofeo a Basilea. Diciamo che la stima potrebbe aggirarsi sui 25-26 milioni di euro, ai quali andrebbero necessariamente aggiunti gli incassi da stadio, che con un quarto di finale o una semifinale potrebbero anche creare buoni introiti. Senza esagerare, dunque, possiamo dire che qualunque club italiano arrivi il 18 maggio a giocarsi l’atto finale di questo torneo, potrà aver guadagnato dalla competizione anche più di 30 milioni di euro (togliendo anche le eventuali spese per viaggi e spostamenti). Insomma, una cifra considerevole, utile a sanare bilanci, a guadagnare peso internazionale e a daer visibilità europea al proprio club. Perché sarà pur vero che la Champions ha un altro appeal, ma, per la situazione attraversata in questo momento dal calcio italiano, permettersi di snobbare l’Europa League oltre che svilente potrebbe rivelarsi anche molto poco lungimirante.

Fonte: Eurosport.com - Turcato

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