Rassegna Stampa

Febbre Pallotta «Sono l’uomo più competitivo del pianeta»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-06-2013 - Ore 09:59

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Febbre Pallotta «Sono l’uomo più competitivo del pianeta»

La distanza attuale tra Jim Pallotta, la Roma ed il calcio italiano sta tutta nelle sue parole sul derby di finale di Coppa Italia. «Avessimo battuto la Lazio saremmostati tutti più felici, ma abbiamo perso 10 e sembrava come se il mondo fosse finito. Tutto questo per un solo gol, per una partita. Sono rimasto senza parole». Probabilmente, ci resteranno anche molti tifosi della Roma. Per l’ennesima volta. Una finale di coppa a Roma non è solo una partita, un derby di finale di coppa meno che meno.

Top al mondo Pallotta, dunque, è tornato a parlare da oltreoceano. Promettendo, come al suo solito. «Quando la gente inizierà a conoscermi scoprirà che sono l’uomo più competitivo del mondo». Per ora, la gente conosce solo delusioni e sconfitte e si augura che le promesse di Pallotta diventino finalmente realtà. «Abbiamo una lista di giocatori che vogliamo vendere e un’altra di chi sarà utile alla Roma del futuro—ha detto il presidente della Roma e uno dei proprietari dei Celtics, che hanno appena venduto nientedimeno che Kevin Garnett e Paul Pierce—E poi credo che avremo una buona sorpresa con un giocatore, siamo in trattativa».

Ieri, a lungo, si è pensato alla promessa di un grande colpo. Molto più semplicemente, Pallotta parlava di un giocatore qualunque dei tanti che sta trattando in questo momento Sabatini (da Benatia a Nainggolan, passando per Gilardino e Diego Alves. Julio Cesar, invece, oramai è indirizzato verso l’Arsenal). Poi, il presidente si è sbilanciato sulla sfera tecnica. «Con Luis Enrique e Zeman io non ero coinvolto. Lo scorso anno abbiamo avuto un problema di leadership, che penso possa essere risolto con Garcia. È silenzioso e carismatico, mi ricorda allenatori importanti, spero resti con noi almeno per un decennio». 

Romanità Pallotta, poi, ha chiarito la sua idea su De Rossi: «È eccezionale, lo adoro quando gioca, ma se resterà non lo so. Ha avuto molti infortuni, pure lui direbbe che non ha giocato come gli piace e credo anche qui dipenda da un discorso di leadership. Totti, invece, è un “mostro”: per la sua età, la sua abilità e per come riesce ancora a giocare». Chiusura sulla Sensi: «Non ho capito perché abbia pensato che io abbia fatto commenti negativi su lei o sul padre, io ho solo commentato il branding o la tecnologica con i social media. Ma per la famiglia Sensi provo solo “love”»

Fonte: (La Gazzetta dello Sport – A.Pugliese)

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