Rassegna Stampa

Festa Dzeko Ora è diverso. Gol, testa e motivazioni

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-03-2016 - Ore 06:56

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Festa Dzeko Ora è diverso. Gol, testa e motivazioni

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - «E facciamo così: gli si ridà la maglia». Che non è un regalo per i 30 anni. È solo perché «ora è un Dzeko diverso». Parole e musica di Luciano Spalletti, che non sarà Mogol ma i testi sa scriverli bene, il linguaggio sa come dosarlo a seconda delle situazioni. E Dzeko s’è meritato una carezza, dopo giorni di batoste. E di pizzicate più o meno dirette. Dzeko ora è nella fase due della carriera (ieri ha festeggiato a Trigoria con la pizza). Chissà se l’uso dei dati suggerito da Pallotta conforterà il sentire comune, quello secondo cui uno sportivo può raggiunge il massimo della sua prestazione tra i 18 e 30 anni, salvo poi cominciare il declino. Ecco, chissà se questa settimana Spalletti, per motivarlo, ricorderà a Dzeko la sua età, dopo avergli sventolato sotto il naso i giudizi poco lusinghieri del post Madrid. O forse quel «gli si ridà la maglia» pronunciato dopo il match di Udine valeva come un’investitura per la gara con l’Inter.

METAMORFOSI Perché poi una svolta c’è stata. Quello Dzeko che aveva segnato solo 3 gol in 17 partite da titolare, è lo stesso che nelle ultime 3 gare dal via ne ha firmati 4. È lo stesso, sì. O forse no, a dar retta a Spalletti. Per 4 motivi, in ordine casuale. Primo: qualcosa è scattato nella sua testa. La pancia piena, quella del «volete che alla mia età mi preoccupi per aver segnato poco?», si è trasformata in rabbia. Secondo: qualcosa è mutato nel gioco. La Roma ora si adatta alle sue caratteristiche, il gioco non è più monocorde, la squadra sa leggere le situazioni e applicarle a seconda del momento e dell’avversario. Terzo: Dzeko è migliorato dal punto di vista fisico. Il bosniaco visto a Udine, ma anche quello di Madrid (al netto dell’errore sotto porta), è un giocatore più brillante sulla seconda giocata, quella che viene un attimo dopo il controllo di palla. Punto quarto: l’attaccante è stato rassicurato dal club sul suo futuro. Perché le voci che lo vedevano lontano dalla Roma in qualche modo lo turbavano: Dzeko non è tipo che ama rinnegare le sue scelte. E quella di giocare a Roma, un’estate fa, fu per una scelta ponderata. E allora Dzeko titolare con l’Inter è una conseguenza naturale [...]

 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI

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