Rassegna Stampa

Fifa, sospeso pure Platini «Accuse vaghe, io onesto»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-10-2015 - Ore 07:10

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Fifa, sospeso pure Platini «Accuse vaghe, io onesto»

GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI - Altro che Baku, dove avrebbe dovuto inaugurare il nuovo stadio prima di Azerbaigian-Italia. Michel Platini resta a Nyon per preparare la strategia difensiva dopo la mazzata – attesa, ma non così forte – del comitato etico. Lui, Sepp Blatter e il segretario Fifa Jerome Valcke sono stati sospesi provvisoriamente 90 giorni, allungabili di altri 45, durante i quali è vietata «qualunque attività calcistica nazionale e internazionale». Peggio al sudcoreano Chung: 6 anni e 100mila franchi svizzeri di multa (90 mila euro) per fatti relativi all’assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022. Uno scandalo senza precedenti. La candidatura alla presidenza di Zurigo per Platini, deciso a lottare, è a rischio. 
BLATTER Di Blatter si sapeva: l’indiscrezione di mercoledì diceva 90 giorni. E così è stato. Inevitabile, essendo «indagato». Anche se il suo avvocato, lo statunitense Richard Cullen, accusa il comitato di non aver ascoltato il «boss» Fifa prima del giudizio. Blatter è accusato di gestione scorretta della Fifa, di un pagamento «fraudolento» a Platini (i 2 milioni di franchi in data sospetta) e della vendita dei diritti dei Mondiali 2010 e 2014 a prezzi stracciati, 600mila dollari, ai Caraibi (e poi rivenduti a 20 milioni dall’ex vice presidente Jack Warner). 
VALCKE Anche da Valcke, già sospeso dalla Fifa stessa, arriva la prima difesa d’ufficio. Il suo avvocato Barry Berke parla di «false accuse» nei confronti dell’ormai ex segretario. Accuse arrivate da un «pentito» di una società che collaborava con la Fifa: Valcke, infatti, avrebbe fatto bagarinaggio sui biglietti del Mondiale in Brasile. 
PLATINI Infine Platini, la cui posizione non è quella di indagato: anche se per il pm svizzero sarebbe «a metà strada tra testimone e accusato» per i 2 milioni ricevuti nel 2011, 9 anni dopo il lavoro svolto per la Fifa tra il 1999 e il 2002. Platini ha denunciato la «fuga di notizie, prima che il comitato prendesse la sua decisione, per danneggiare la mia reputazione». Aggiungendo: «Voglio collaborare con le autorità che conducono le inchieste. Ho agito con onestà, coraggio e franchezza e non mi fermerò davanti a nulla per fare in modo che si sappia la verità. Respingo tutte le accuse straordinariamente vaghe. Si dice nella decisione che “sembra io abbia commesso”…». Insomma, Platini si sente ancora in corsa, proprio ieri si è candidato ufficialmente inviando «le lettere di sostegno necessarie». Convocata anche una riunione con le 54 federazioni europee a Nyon, e un Esecutivo straordinario, per giovedì 15. Platini resta presidente, non «passa» la mano ad interim al vice Villar, perché sta per appellarsi, conta di essere ascoltato e di spiegare, e l’Esecutivo gli ha dato «totale fiducia». 
COMITATO La decisione è stata presa dal comitato presieduto dal tedesco Eckert, lo stesso che impedì la pubblicazione del rapporto Garcia nel quale erano lanciate accuse precise ai misfatti per i Mondiali 2018 e 2022. E infatti Michael Garcia, l’investigatore, si dimise. Quello che suona un po’ strano è che Blatter, Platini e Valcke abbiano ricevuto la stessa sanzione pur essendo ben diverse le posizioni. Comunque sia, anche al Cio stanno perdendo la pazienza. Il presidente Thomas Bach ha sbottato: «Adesso basta, i membri della Fifa devono agire rapidamente per ritrovare credibilità. Dovrebbero aprirsi a una candidatura esterna alla presidenza credibile e di elevata integrità» . 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI

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