Rassegna Stampa

FinalmentEder Nell’Italia c’è di nuovo un re del gol

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-11-2015 - Ore 07:56

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FinalmentEder Nell’Italia c’è di nuovo un re del gol

GAZZETTA DELLO SPORT - ELEFANTE - «Il calcio non torna a casa con me» è la legge salvagente di Eder: se l’è autoimposta per attraversare leggero i momenti un po’ così che il calcio a volte gli grattugia addosso. Ultimamente pochi, in verità, e siccome la disabitudine in certi casi è la compagna peggiore, domenica sera Eder, appena finita Sampdoria-Fiorentina, faticava un po’ a capacitarsi di aver divorato così il gol del 2-1. Riflessioni passeggere, ci ha rimuginato su soltanto un po’: il tempo di arrivare a casa e aveva già realizzato che era colpa di un’altra fatica – 12 partite di campionato su 12, più quelle europee – perché altrimenti un’occasione così lui non l’avrebbe mai sbagliata; il tempo di attraversare ieri il cancello di Coverciano ed era di nuovo un giocatore sereno. 
I PRIMATISTI DI NOVEMBRE Con quel gol sarebbe rimasto ancora un passo davanti a Higuain, ma stava per mettere la maglia azzurra comunque ancora da numero uno del campionato, seppur in comproprietà. Non banale, per almeno quattro motivi. Il primo: Eder sta duellando con un mostro, in questo momento uno dei migliori centravanti del mondo. E tenere il suo passo – ecco il secondo motivo – pur giocando nella Samp, squadra che ha mezzi per sostenerlo inferiori a quelli che il Napoli può usare per aiutare il Pipita, è un merito in più. Motivo numero tre: prima di lui, Conte non aveva mai potuto convocare un primatista dei marcatori, visto che nel primo anno della sua gestione lassù si erano alternati Tevez, Callejon e Icardi, oppure i «fuori tempo massimo» Di Natale e Toni. La quarta ragione è temporale: verso fine anno è facile che le meteore del gol siano già smascherate, chi resiste all’inizio dell’inverno di solito tiene duro fino in fondo. E anche andando indietro nel tempo, fino all’era Prandelli, si trovano solo due giocatori a cui era capitato di portare alla Nazionale anche a novembre l’entusiasmo del capocannoniere: El Shaarawy tre anni fa e Pepito Rossi due anni fa, ed entrambi – Eder prenda nota – fecero pure gol, contro Francia e Nigeria. Invece Pazzini (2012) si era fermato a settembre, Giovinco (2011) e Cerci (2013) ad ottobre, mentre Immobile (2014) aveva lanciato lo sprint non così presto, ma quando il Mondiale era già dietro l’angolo. 
GARANZIA All’orizzonte Eder ha «soltanto» l’Europeo, vetrina che giudica tutt’altro che scontata: la sua forza è sentire di non averlo ancora in tasca, dunque sa come dover vivere questo doppio test contro Belgio e Romania. Ma ci sono due frasi di Conte che giocano a suo favore: quella sulla maglia azzurra da indossare come una seconda pelle, e il c.t. sa con quanto entusiasmo Eder abbia abbracciato l’idea di metterla; e quella sull’importanza di un test impegnativo come quello contro il Belgio per «capire se tatticamente possiamo permetterci certe situazioni». Tipo un 4-3-3 piuttosto offensivo: ma proprio il sacrificio e la duttilità di uno come Eder – degli attaccanti a disposizione probabilmente il più completo: può giocare anche in un 4-4-2, da seconda e pure da prima punta – sono una delle garanzie che hanno convinto Conte a provarci. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - ELEFANTE

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