Rassegna Stampa

Fiorentina, Inter, Roma e Napoli: lo scudetto si fa in quattro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-11-2015 - Ore 21:43

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Fiorentina, Inter, Roma e Napoli: lo scudetto si fa in quattro

La Vecchia Signora non perderà mai il suo fascino, ma le quattro giovani pretendenti al trono (le) hanno già fatto perdere la testa: la Fiorentina ha una bellezza conturbante, più la vedi e più te ne innamori, ha un effetto quasi ipnotico (ma è l'estasi, non il sonno, il fine ultimo); l'Inter è una donna all'apparenza di ghiaccio, pragmatica, sai che ti resterà fedele (o forse lo immagini, visto che qualcuno si ostina a chiamarla pazza); con la Roma rischi il colpo di fulmine, ti acceca per quanto sa essere splendida e a volte ti delude per quanto sa essere stupida; il Napoli è una ragazza sempre in movimento, divertente, con lei non ti annoierai mai. La bionda, la rossa, la mora (e la viola): ciascuna "primeggia" in qualcosa. E scegliere, si sa, è impossibile. La nuova regina verrà incoronata domenica 15 maggio: la Juve (che ha perso i vecchi trucchi Tevez, Pirlo e Vidal e fa fatica a farsi bella) ha sette mesi per dire alla Serie A di smettere di cercarsi un'amante.

FIORENTINA — Paulo Sousa ha ereditato la Viola stile Barça di Montella che aveva nel palleggio il suo stile. Le amichevoli di quest'estate e le primissime giornate di campionato sembravano aver invertito il trend: meno ghirigori, più verticalizzazioni. Ma il dna non si cancella e se hai Borja Valero in squadra e a volte (non tantissime) ti permetti il lusso di schierarlo a centrocampo con tre attaccanti davanti, più un Blaszczykowski o un Bernardeschi sulla fascia, comandare il gioco diventa un obbligo e un piacere. Solo con il Genoa, al terzo turno di campionato, la Fiorentina ha avuto un possesso palla inferiore all'avversario. Queste dodici giornate dicono che la Viola ha avuto il pallone tra i piedi per il 60,7% del tempo: nessuno in Serie A ha fatto meglio. È questa la via che porta ai gol di Kalinic e Ilicic e a quelli non subiti da Tatarusanu. È questa la via che porta alla vetta. E magari allo scudetto.

INTER — Il primato dell'Inter è in un numero: 7. Sono i gol subiti in quest'inizio stagione, poco più di uno ogni due partite, più della metà dei quali incassati nella sorprendente batosta contro la Fiorentina (l'unica al momento): i nerazzurri hanno la miglior difesa del campionato anche se Murillo-Miranda, la coppia centrale titolare, si è vista solo, indovinate un po', sette volte. Sette sono le vittorie per 1-0, marchio di fabbrica della nuova Inter di Mancini: segna poco (12 gol, appena uno a partita), subisce ancora meno. Non è mai bella, l'ha detto anche il suo allenatore, ma è solidissima, quando schiera cinque difensori e tre mediani come col Torino e quando mette in campo tre attaccanti. Ha il potere di far giocare (quasi) sempre male l'avversario, un leader come Medel e un portiere (Handanovic) che quest'anno para tutto. Sette, infine, è anche il numero di Kondogbia, l'ultimo match-winner. Che ha regalato all'Inter una sosta al comando (con 7 punti di vantaggio sul Milan).

ROMA — Segnare tutti, segnare tanto (un po' a testa). Segnare, sicuramente, più di tutti: 27 volte, più di 2 a partita, con 12 giocatori diversi. Garcia ha il miglior attacco del campionato e una facilità di creare occasioni disarmante: merito del centrocampo forse migliore del campionato (Pjanic-De Rossi-Nainggolan se la giocano con Khedira-Marchisio-Pogba), di due giocatori come Gervinho e Salah che in A, con la loro velocità, fanno la differenza, anche se soprattutto in campo aperto. E la recente crescita di Dzeko dice che ci sono anche margini di miglioramento. Aspettando anche Totti. A inizio stagione la Roma era l'anti-Juve, come lo è stata nelle ultime due stagioni: ora è terza, è rimasta a secco solo contro l'Inter. La sua via allo scudetto è fare un gol più degli altri. E pazienza se in Italia di solito chi ha la miglior difesa...

NAPOLI — Milletrecentoquattro chilometri. Fossero quelli percorsi da un'auto, diremmo che è rimasta ferma. La macchina Napoli, invece, ha corso tantissimo. Più di tutti. È quarto in campionato, ha la qualità dei ricchi e l'umiltà dei poveri. Sarri lavorava in banca, qui ha fatto il meccanico: ha mezzo ogni pezzo al posto giusto. Insigne esterno sinistro d'attacco nel tridente (come con Zeman), Jorginho centrale di un centrocampo a tre (come a Verona), Hamsik mezzala. Così ha fatto dimenticare ai tifosi le amarezze lasciate da Benitez, avendo dal mercato due soli rinforzi veri, Allan (fondamentale nel lavoro di raccordo) e Hysaj (più adatto di Maggio a fare il terzino). In questa macchina perfetta, che non subisce gol da 377 minuti, non perde dalla prima giornata e ha già dato lezioni di calcio a Milan e Juve, battendo anche la Fiorentina, brilla la stella di Higuain, capocannoniere del campionato che sembrava avere il mal di pancia. E ora ha solo tanta fame.

Fonte: Gazzetta.it- Ivan Palumbo

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