Rassegna Stampa

Fondazione Figc, Agnelli rompe

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-03-2015 - Ore 09:38

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Fondazione Figc, Agnelli rompe

L’ultimo scossone nel mondo del calcio lo ha dato la Procura di Napoli che ha aperto un’inchiesta sullaFondazione per la mutualità, l’ente giuridico previsto dalla Legge Melandri del novembre 2009. È l’ultimo di una serie di scandali che sono iniziati dai libri acquistati dalla Ficg di Carlo Tavecchio, alla bancarotta del Parma, passando per le telefonate di Claudio Lotito registrate dal dg dell’Ischia Pino Iodice. In molti stanno pensando di defilarsi, tanto che, secondo indiscrezioni, alcuni dei consiglieri sarebbero intenzionati a lasciare la carica nella Fondazione per la mutualità, di cui è presidente Maurizio Beretta, numero uno anche della Lega di A. Tra questi ci sarebbe anche Andrea Agnelli, dal 2010 presidente della Juventus, avversario “storico” della coppia Tavecchio- Lotito.

SECONDO ALCUNE indiscrezioni, Agnelli potrebbe scegliere di fare il passo proprio nei prossimi giorni. L’inchiesta della Procura partenopea è nata dopo che Pino Iodice, direttore generale dell’Ischia Isolaverde – l’“intercettatore” del patron della Lazio Claudio Lotito – ha presentato ai magistrati un esposto che riguardava anche la gestione della Fondazione. Nelle prossime settimane quindi, per fare chiarezza, potrebbero sentire – come persone informate sui fatti – i vertici delle leghe e non, Carlo Tavecchio compreso. I magistrati partenopei sono intenzionati a passare al setaccio i fondi ricevuti dalla Fondazione (ossia il 4 % dei diritti tv) e come questi sono stati distribuiti tra i progetti delle leghe. Per fare chiarezza, nell’ultima stagione 2013/2014, sono arrivati 37,3 milioni di euro. Di questi: 19,8 sono stati dati alla Lega B per una serie di interventi negli stadi come il rifacimento dei campi o la sicurezza interna. Altri 9 milioni di euro sono finiti alle Lega Nazionale Dilettanti; 3 alla Lega Pro, 4,6 ai progetti del Coni e 900 mila euro alla lega Basket. Ogni volta che i soldi venivano incassati dalla diverse leghe, questi presentavano una serie di progetti, poi approvati. Ed è proprio questo che i pm titolari dell’inchiesta Stefano Capuano, Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri voglio chiarire.

I PROGETTI non sono affatto accessibili: la fondazione non ha un sito. Di conseguenza non si sa, se non si è addetti ai lavori, a chi siano stati affidati, per quale ammontare e se siano stati già realizzati o siano ancora in corso d’opera: “Non è vero che non c’è trasparenza – afferma uno dei membri della Fondazione per la Mutualità –, è che i beneficiari sono riconducibili alle categorie. Sono soldi che devono essere spesi dai progetti proposti dalle leghe e dai diversi componenti che in ogni caso vengono controllati dal presidente del collegio di revisione”. E forse non bastava.

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO - PACELLI - IURILLO

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