Rassegna Stampa

Franco Carraro, l’ex numero 1: “Non sa parlare e non è l’ideale, ma è il migliore”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-08-2014 - Ore 09:37

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Franco Carraro, l’ex numero 1: “Non sa parlare e non è l’ideale, ma è il migliore”

Ha un posto riservato in prima fila: “Mi faccio vedere, sono un membro onorario, sostengo Carlo Tevecchio. A volte la gente mi incontra e mi dice: Franco, ma tu non sei ancora morto?”. Franco Carraro, ex capo in Coni e in Figc, oggi senatore di Forza Italia, non ha mai valutato l’ipotesi commissario: “Quando ti affidi a un esterno vuol dire che non vuoi fare nulla”.

Carraro, crede che Tavecchio farà molto?
Non è il presidente ideale per il calcio italiano. E non nego che le lacune siano evidenti, non parla bene ovvio, ma è l’uomo di questo momento, il migliore possibile.

E perché non Demetrio Albertini?
Ha fatto un discorso incredibile su medaglie e merito, mi domando: dov’è stato negli ultimi otto anni? Era forse un altro Albertini quello che ha cacciato Claudio Gentile allenatore dell’Italia Under 21 e vincitore di un bronzo olimpico per metterci l’amico Casiraghi?

Perché s’è speso così tanto per Tavecchio? Ho deciso quando ho visto un accanimento dopo la frase sfortunata, assolutamente sbagliata, su Optì Pobà e le banane. Il concetto era giusto, la forma no.

E se un calciatore la ripete in campo e se in curva i tifosi espongono striscioni razzisti, con quale credibilità interviene Tavecchio?
Vedrete che ci sarà un responsabile contro la discriminazione.

Da vicepresidente Figc, leggendo le intercettazioni (che non hanno rilevanza per la giustizia sportiva e ordinaria), il ragionier Tavecchio si dava appuntamento con il sospeso e poi radiato Luciano Moggi. È un comportamento corretto?
Non vedo il problema. Era Moggi che telefonava, Tavecchio gli rispondeva con la gentilezza che si deve a un uomo che stava passando un periodo devastante.

Quanto è ancora potente Carraro?
Io ormai ho 75 anni, li compio a dicembre. Secondo le statistiche avrei altri 5 anni di vita: potrei durare di più o di meno. Conservo cariche alla memoria in Figc e rappresento il Comitato Olimpico Internazionale in Italia. Sapete che presiedo la commissioni per i programmi del Cio? Quando ho cominciato in Figc avevo 36 anni, Albertini ne ha 43, per questo non ne faccio una questione anagrafica.

E come fa a essere sempre così influente?
Quando facevo il sindaco di Roma, per fortuna, ho evitato di entrare nei salotti della capitale e mi sono sottratto a possibili conseguenze giudiziarie. Io vado a letto presto, cammino tanto tutti i giorni e bevo litri di acqua.

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO - TECCE

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