Rassegna Stampa

Frode fiscale accuse a Cassano “Evasi 3 milioni”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-06-2015 - Ore 09:11

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Frode fiscale accuse a Cassano “Evasi 3 milioni”

LA REPUBBLICA – SCARPA - Antonio Cassano è indagato per evasione fiscale. Il sostituto procuratore Antonino Di Maio contesta al talento di Bari vecchia un evasione a sei zeri: 3 milioni di euro sull’ingaggio percepito dal Real Madrid. Per la procura Fantantonio ha violato l’articolo 4 della legge 74 del 2000. Si tratta della norma che disciplina i reati tributari. In pratica, per il pubblico ministero, Cassano sarebbe responsabile di una dichiarazione infedele ai danni dell’erario nel 2006. Ed proprio il 2006 uno degli anni più bui per il talento pugliese. Una cessione con strascico di polemiche dalla Roma, durante la sessione invernale del calciomercato, per approdare alla corte di Florentino Perez, presidente del Real. La promessa del rilancio da parte di Cassano nel club più importante al mondo, che lo accoglie con un contratto favoloso. Ed proprio su quello stipendio galattico, come vengono soprannominati i giocatori del Real, i galacticos, che si concentrano le attenzioni del pm Di Maio. Un ingaggio che sfiora gli 8 milioni di euro e su cui il calciatore non avrebbe versato tutte le tasse dovute al fisco italiano. Super stipendio a parte Cassano lascia il Real dopo appena un anno. Proprio la stagione in cui il talento calcistico, secondo le accuse della procura, avrebbe messo a segno l’evasione. Pochi gol, tanta panchina e qualche tribuna affibbiatagli da un altro italianissimo arrivato nell’estate del 2006 nelle file dei merengues, Fabio Capello. Ecco allora la decisione di rientrare in Italia. La serie A con la Sampdoria, agosto del 2007, che lo accoglie a braccia aperte. A Genova il calciatore barese disputerà delle ottime stagioni fino all’ennesima “cassanata” che lo metterà ai margini del club blucerchiato. Infine l’approdo in altri grandi società calcistiche: Milan, Inter e poi il Parma con cui ha rescisso il contratto pochi mesi fa. Cassano è comunque in ottima compagnia. Perché  altri celebri numeri dieci hanno avuto, come lui grane col fisco. Si va da Diego Armando Maradona a Lionel Messi per arrivare ad un altro “fantasista”, in questo caso delle due ruote, Valentino Rossi. E se il campione di Tavullia alla fine ha trovato un accordo col fisco italiano versando 35 milioni di euro, per la maxi evasione dal 2001 al 2006, Maradona ha invece deciso di dichiarare guerra a Equitalia. Tanto che il “Pibe de oro” si è guadagnato il processo, con prima udienza fissata per il 19 luglio del 2016, per diffamazione. Maradona accusò l’allora numero uno della società incaricata della riscossione dei tributi, Attilio Befera, Ò di essere vittima di una strumentale persecuzione.ir

Se per il fuoriclasse barese l’evasione fiscale, per cui è indagato, rappresenta l’ennesima “cassanata” lo si scoprirà a breve. Per ora il sostituto procuratore Antonino Di Maio si appresta a chiudere le indagini nei confronti del talento, poi spetterà al gup decidere se spedire a processo Cassano.

Fonte: REPUBBLICA – SCARPA

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