Rassegna Stampa

Gabrielli: «Curve vuote? A me preme l’incolumità»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-11-2015 - Ore 07:35

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Gabrielli: «Curve vuote? A me preme l’incolumità»

MESSAGGERO - «La prospettiva di un derby romano con le curve vuote mi provoca dispiacere: credo che un derby sia anche un momento di partecipazione. L'assenza dei tifosi in curva, sicuramente non è positiva». Lo ha detto il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, intervistato in esclusiva da Enrico Varriale per il Processo del lunedì. Sull'eventualità che possibili tensioni si spostino fuori dallo stadio, Gabrielli ha aggiunto: «Si tratta di un'evenienza. Il questore e le forze di polizia stanno lavorando anche a questa ipotesi, ma mi auguro sia scongiurata. Abbiamo sentito tifosi di Roma e Lazio e alcuni di loro si chiedono perchè, al posto delle barriere, non si sia pensato alla videosorveglianza. Su questo punto è necessario fare chiarezza. Quando ad aprile sono arrivato mi hanno fatto notare che le due curve, in particolare quella della Roma, aveva una capienza abnorme. Il questore ha poi presentato un pacchetto-sicurezza, ma la cosa che mi sta più a cuore è l'incolumità». «Le società - aggiunge Gabrielli - questa decisione l'hanno subita e, sia pure con atteggiamenti di collaborazione di tipo diverso, credo non ci abbiano dato una mano, quando noi abbiamo comunicato che avremmo diviso le curve e ristretto la capienza».
I COSTIObiettivo del Governo è far ricadere i costi dello stadio più sui club che sui conti dello Stato. «Io intanto trovo un pò immorale che nel derby scorso lo Stato abbia dispiegato 1.700 uomini per garantire lo svolgimento di una partita di calcio, a fronte del fatto che, occupandomi di sicurezza dei municipi, sento la gente che si lamenta del fatto che non ci sia neanche una pattuglia dei carabinieri», rileva Gabrielli, che lancia un avvertimento al tifo organizzato per lo “sciopero”: «Più si radicalizzerà il confronto e meno spazi ci saranno per trovare forme di una diversa gestione di queste questioni. Queste manifestazioni mi convincono ancora di più della necessità di regole un pò più dure. Se, invece, la gente ritornerà nelle curve, ritornerà allo stadio e dimostrerà nei comportamenti che la sicurezza e l'incolumità può essere garantita in altro modo. Io credo che nessuno sia così ottuso da non rivedere anche le proprie posizioni. Se invece di tratta di un braccio di ferro è chiaro che per loro sarà perdente. Ne va della credibilità dello Stato»»

Fonte: MESSAGGERO

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