Rassegna Stampa

Gabrielli-Pallotta, prima la lite poi l’appuntamento

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-12-2015 - Ore 07:14

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Gabrielli-Pallotta, prima la lite poi l’appuntamento

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - In una giornata che sfiora più volte i toni della farsa, il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, e il presidente della Roma, James Pallotta, trovano un accordo natalizio dopo che si sono tirati le torte in faccia. Si incontreranno domani, alle 14,30, per discutere di stadio, curva Sud e chissà cosa altro ancora. 
Non è stato un pomeriggio semplice per Pallotta, bacchettato dal prefetto, non ricevuto dal commissario straordinario Paolo Tronca e contestato a Trigoria, cioè casa sua, dagli ultrà che hanno sostenuto la squadra Primavera (3-0 al Bate Borisov e qualificazione raggiunta nella Youth League) piuttosto che andare all’Olimpico a sostenere la prima squadra. In serata, però, il prefetto ha «ritrovato» una email della Roma «che ho visto soltanto quando sono rientrato da un giro dei municipi» e ha cambiato rotta. 
Prima, Gabrielli aveva rincarato le dichiarazioni di lunedì, quando aveva definito «poco corrette» le parole con cui James Pallotta aveva detto di avere un appuntamento con lui. Con durezza aveva puntualizzato: 1) «Al momento conosco solo lo stadio Olimpico»; 2) «Io sto a Palazzo Valentini giorno e notte, quindi c’è forse un difetto di comunicazione perché io non mi nego a nessuno e, come dico un po’ scherzando, ricevo cani e porci»; 3) «Non mi piace che si comunichino impegni non fissati, con riferimento ad altri. È come se io dicessi che mi devo vedere con Obama mentre la buona educazione, istituzionale e no, presuppone che io prima chieda a qualcuno di incontrarlo e poi, se dice sì, possa comunicarlo»; 4) «Capisco che i problemi di questa città non sono Mafia Capitale, l’amministrazione che è andata a scatafascio, le prossime elezioni e il Giubileo, ma questo incontro...». Pallotta ha provato a rispondere con l’ironia: «Ho appena letto le dichiarazioni di Gabrielli. Io dovrei essere il cane o il porco? Perché se fossi il cane dovrei abbaiare, se fossi il porco dovrei grugnire». Gabrielli non ha raccolto [...]

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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