Rassegna Stampa

Galli: «Cara Roma, Blanc è la scelta giusta»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-06-2013 - Ore 10:19

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Galli: «Cara Roma, Blanc è la scelta giusta»

(Il Romanista – M.Macedonio) Ne parla in termini entusiastici,Giovanni Galli, che di Laurent Blanc è stato compagno di squadra un solo anno, nella stagione ‘91/92, ma con lui aveva stretto un rapporto di amicizia durato poi nel tempo.«L’uomo è semplicemente spettacolare – dice al telefono l’ex portiere di quel Napoli che, quell’anno, arrivò quarto in Serie A. – Un uomo di una grandissima educazione, sempre disponibile. Da questo punto di vista, niente da eccepire. Poi, è pur vero che venire ad allenare nel nostro campionato non è cosa semplice. Soprattutto in una piazza esigente come Roma. Ma credo che lui abbia le spalle che servono per reggere a pressioni di questo tipo, e anche tutti i numeri per affrontare questa avventura nel migliore dei modi. Lo scorso anno sono andato a trovarlo, quando era ancora con la nazionale francese, e mi ha fatto molto piacere rivederlo, salutarlo e seguire il suo lavoro. Ripeto: è una persona squisita, umanamente parlando, ma anche molto preparata dal punto di vista tecnico».

 

Anche da giovane dava l’impressione di essere una persona molto seria e professionalmente affidabile, viste le qualità che tutti gli hanno sempre riconociuto.

Assolutamente sì. Basti guardare la carriera che ha fatto, appunto, da giocatore. Si pensi a Barcellona, Marsiglia, Manchester Utd… tutte piazze di prima grandezza. Senza contare che in Italia ha conosciuto due realtà altrettanto importanti, e seppure in modo diverso impegnative, come Napoli e Inter, che – credo – gli hanno permesso di farsi quella “pellaccia” di cui c’è bisogno per muoversi con cognizione di causa nel nostro campionato.

 

Un suo giudizio sul Blanc allenatore?

Credo che a Bordeaux abbia fatto qualcosa di eccezionale, anche in rapporto alla squadra che aveva. Ha lavorato con un gruppo di ragazzi, giovani, riuscendo a valorizzarne molti. In tre anni ha vinto un campionato, davanti al Marsiglia e a un Lione più forte di quello di oggi, ma anche una Coppa di Lega e due supercoppe di Francia. Insomma, risultati importanti. Quanto alla nazionale, sono dell’idea che, per principio, non sia tagliata per un allenatore giovane. Credo che debba essere più l’obiettivo di un uomo in grado di gestire, principalmente, un gruppo di grandi campioni. Capisco che faccia gola essere ct della squadra nazionale, ma penso anche che, come allenatore, non ti permetta di esprimerti in tutto il tuo valore. Credo che per lui sia stata comunque un’esperienza importante, che lo ha di certo arricchito, ma «Ha una cultura calcistica europea, col Bordeaux fece cose eccezionali» che non lo abbia assolutamente valorizzato.

 

Come vede questo suo possibile passaggio sulla panchina giallorossa?

Come ho detto, penso che potrà far bene. Laurent è uomo la cui cultura calcistica è multieuropea, avendo giocato in Italia, in Spagna, in Inghilterra e nella stessa Francia, ovvero nei massimi campionati continentali. Come dire, che è un uomo che conosce il calcio globale. Per sapere cosa farà alla Roma, ci vorrebbe forse un mago, ma mi conforta il fatto che essendo innanzitutto una persona perbene, saprà farsi ben volere. Se dovesse veramente arrivare, gli auguro dei successi, perché la persona se li merita.

 

Dopo quasi un anno di stop, è anche un’occasione per rimettersi in gioco, e con le migliori motivazioni…

Certamente. E Roma è fuori di ogni dubbio una piazza importante. Credo che per lui sia una bella opportunità, e naturalmente gli auguro di far meglio dei suoi predecessori. Anche se verrebbe da dire che non ci vuole poi molto (sorride).

 

Dopo due anni in cui si sono accumulate delusioni, la piazza è anche meno disposta ad aspettare.

Questo è fuori discussione. L’assenza dalle coppe pesa ed è un problema, anche se può forse costituire l’occasione per lavorare meglio durante la settimana, senza gli impegni del giovedì.

 

C’è qualche ricordo particolare del compagno di squadra, vicino anche di reparto, avendolo avuto di fronte come libero in quella difesa?

Io avevo legato molto con lui. Ed è anche per questo che ne parlo molto bene. Non perché debba averne dei vantaggi, ma essenzialmente perché è un ragazzo che merita che si dica bene di lui. Mi auguro che l’ambiente lo aiuti da subito, e che non lo “pesi” immediatamente. Anche se so che ha tutte le caratteristiche per farsi rispettare. Il carattere, di sicuro, non gli manca. Lo si lasci lavorare, gli si dia il giusto tempo per costruire qualcosa con il gruppo che avrà a disposizione, e credo che anche in una piazza non facile come Roma lui saprà regalare soddisfazioni.

 

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