Rassegna Stampa

Garcia, adesso o mai più

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-11-2015 - Ore 09:04

|
Garcia, adesso o mai più

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - «Non abbiamo scelta, giocheremo per vincere. Come sempre». Non usa giri di parole, Rudi Garcia, alla vigilia del match contro il Bayer Leverkusen che deciderà il destino europeo della Roma. 
La formazione giallorossa occupa l’ultimo posto del girone E, con 2 punti, alle spalle del Barcellona, ma anche dei tedeschi e del Bate Borisov. Per questo la gara di stasera assume i contorni di una finale. «Dobbiamo vincere - è il pensiero del tecnico - perché la Champions League è un mini-campionato: se vinci, ti avvicini alla qualificazione. Nessuno è ancora fuori dai giochi, ma sappiamo che sarà necessario ottenere i tre punti». 
Missione che, scorrendo i recenti risultati in Europa della Roma, se non impossibile è almeno molto complicata. Dall’ultima vittoria in Champions è passato più di un anno, per la precisione 413 giorni: era il 17 settembre 2014, quando i giallorossi superarono 5-1 il Cska Mosca di Seydou Doumbia, il giorno dell’esordio del tecnico sulla panchina romanista nella massima competizione europea. 
Dopo quella vittoria, in otto partite di Champions sono arrivati quattro pareggi e altrettante sconfitte, mentre considerando solo le partite casalinghe (comprese quelle in Europa League contro Feyenoord e Fiorentina), la Roma ha raccolto due pareggi e tre sconfitte. 
Un ruolino di marcia, quello di Garcia, che diventa ancora più preoccupante se si considera anche la sua esperienza al Lille dove, in Champions, ha collezionato 2 vittorie (curiosamente contro il Cska, battuto anche con la Roma, e il Bate Borisov, che i giallorossi affronteranno all’Olimpico il 9 dicembre), 3 pareggi e 7 sconfitte. Nel complesso lo score in Champions recita: 21 partite, 3 vittorie, 7 pareggi e 11 sconfitte, 26 gol fatti e 41 subiti con una media punti di 0,76. 
Superfluo sottolineare come per conquistare il passaggio agli ottavi di finale ci voglia una netta inversione di tendenza. Perché è vero che l’obiettivo principale resta il campionato, ma lo è altrettanto che superare il girone di Champions può diventare un bel paracadute: economico, visti i circa 20 milioni di euro che entrerebbero nelle casse societarie, ma anche per tenere con il morale alto una piazza che, vista la stagione travagliata della Juventus, pensava di essere la chiara favorita per lo scudetto. Non una delle tante in lotta. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom