Rassegna Stampa

Garcia: ''Adesso tocca alla Juve''

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-04-2014 - Ore 08:29

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Garcia: ''Adesso tocca alla Juve''

È successo quello che doveva succedere. Vincere, mettere pressione alla Juventus, che stasera inizierà la partita col Livorno sapendo di non poter sbagliare. «È normale crederci» dice Rudi Garcia dopo la vittoria sul Cagliari.

«Rimonte impensabili sono già successe nel calcio. Non dipende da noi, certamente: dobbiamo vincerle tutte per sperare, ma ora gli abbiamo messo pressione, devono ancora giocare. Poi vedremo, io sono felice di quello che fa la squadra. Avevo un obiettivo: questa Roma era delusa e il mio obiettivo era quello di dare il sorriso ai giocatori e poi ai tifosi, all’ambiente. E questo obiettivo l’abbiamo ottenuto».

La sua Roma diventerà la migliore di sempre, dal punto di vista del rendimento. Sicuramente supererà il record di punti del 2008. «Una squadra che fa la storia è una squadra che vince titoli – ribatte lui – Per il primo posto non è finita, ma il destino non è nelle nostre mani. Il bilancio lo faremo a fine stagione. Dopo sarà il momento del bilancio, anche se già lo possiamo dire: la Roma e la Juve hanno fatto grandi cose». Poco da dire sulla partita: «Una vittoria giusta, abbiamo fatto un grande secondo tempo con un possesso palla e una fluidità del gioco importante, abbiamo saputo sfruttare gli spazi. Ho tattici bravi, Bompard e Beccacioli. Sapevamo che dovevamo attendere, che avrebbero aperto le fasce. Abbiamo ascoltato tante cose, sapevamo che la Roma non vinceva qui da 19 anni, ma la squadra ha fiducia».

Molto da dire, invece, sul grande protagonista, Mattia Destro: «Sapevo che era infortunato all’inizio. Ha dimostrato di essere non solo un attaccante d’area, guardate il secondo gol segnato in contropiede. E’ un attaccante completo, deve mantenere sempre questa voglia di vincere. E’ molto efficace, vista anche l’assenza di Totti. Penso che giocando con gli altri possa ancora migliorare. Normalmente gioca sulla fascia, anche se non voglio nessun attaccante fisso, può essere efficace anche in questo ruolo al centro». Gli viene chiesto anche se pensava che Gervinho potesse essere così determinante. Sarebbe divertente vederlo rispondere: “No, l’ho voluto perché pensavo fosse peggio”, ma lui non si scompone: «L’ho avuto al Le Mans e l’ho preso al Lille. Quando sono arrivato ho visto la rosa e sapevo che mancava uno come lui, che sa sfruttare la profondità e saltare l’uomo nell’1 contro 1. Si diverte in questo ruolo e fa sempre buone scelte».

Ancora Destro. Ancora domanda “strana”, perché gli dicono che nell’episodio su Astori potrebbe esserci la prova televisiva. Peccato che l’arbitro abbia visto tutto. «Preferisco parlare di calcio – risponde Garcia – c’è un arbitro e lui gestisce queste cose. Il regolamento com’è sulla prova tv? Si usa quando l’arbitro non fischia o quando fischia male? Come funziona? Ci sono delle regole e faccio in modo di rispettarle, non sono qui per cambiare il regolamento». Destro è da Mondiale? «Prandelli non ha bisogno del mio consiglio, sa tutto. Quello che voglio è che Mattia giochi bene con noi e con metà stagione sta a 13 gol senza tirare rigori. Questo vuol dire che il gioco della squadra fa in modo di mettere gli attaccanti in condizione di segnare e poi i nostri attaccanti fanno la differenza. Mi piace molto».

Infine, la gara con l’Atalanta. Tra squalificati e infortunati non sarà facile: «Riposeranno i tre squalificati, speriamo non Benatia. Gli infortuni importanti li abbiamo avuti, la squadra ha fatto tanto per non far pesare le assenze. Ma stiamo bene. Oggi sapevamo di giocare contro una squadra che pressa e riparte veloce. Quando succede questo è sempre importante segnare per primi, in modo tale da far aprire gli spazi. Nainggolan è il primo giocatore che deve seguire l’azione, poi certamente importanti sono i tre davanti». Infine, il commento di Totti, attraverso il suo sito internet: «Bella la vittoria di oggi, siamo riusciti ad espugnare un campo dove in passato abbiamo trovato molte difficoltà, tradizionalmente ostico. Siamo stati bravi, non è semplice confrontarsi con un collettivo come quello del Cagliari, hanno in rosa tanti giocatori validi e in precedenza hanno saputo mettere i bastoni tra le ruote a diverse altre squadre. Bene così, continuiamo su questa strada».

Fonte: IL ROMANISTA - PELOSI

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