Rassegna Stampa

Garcia ai saluti, non servono traghettatori o nuovi esperimenti. Spalletti la scelta migliore

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 11-01-2016 - Ore 09:28

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Garcia ai saluti, non servono traghettatori o nuovi esperimenti. Spalletti la scelta migliore

DAVIDE APRILINI - Ore frenetiche e caotiche, da Miami allo studio Tonucci emerge poca serenità e molta tensione. La Roma è arrivato all'inevitabile. Tra le mura del Bernardini sembra dominare un senso d'anarchia; in campo la squadra non ha una sua identità ed è priva di una trama di gioco. Garcia è dunque ai saluti, mai come in queste ore, è stato scritto, il francese è lontano dal sedersi nuovamente sulla panchina della Roma. E mentre c'è chi parla di assenza di unanimità nelle scelte, Roma implora certezze e la fine di esperimenti dettati dal romanticismo e da un calcio utopico che, si è capito, mai si realizzerà.

TRAGHETTATORE DELLE ANIME IN PENA – In caso di addio di Rudi Garcia, cosa che ancora non è ufficiale o scontata anche se assai probabile, una delle scelte papabili è quella del traghettatore. Tante le possibilità di eleggerne uno da Leonardo a Rocca. Per carità, stimabili e onorabili persone, uomini di calcio e una verve calcistica non indifferente. Ma quali credenziali hanno per portare la Roma in Champions League o quanto meno ad un rush di stagione accettabile? Se si accetta il discorso dell'anarchia tra le mura di Trigoria, di una Roma senza guida, di una rosa priva di tatticismi, allora logica fa da se che per porre rimedio a queste nefandezze la società dovrà imporre una scelta definitiva e non un traghettatore. Questo perché, in primis, i giocatori hanno bisogno di una figura di riferimento, un punto cardine che è stato perso. E affidare la panchina per 6 mesi ad una persona che difficilmente verrà riconfermata, darebbe ulteriori motivi alla rosa di scadere in atteggiamento anarchici, tra l'altro anomali e inaccettabili in un club con ambizioni decantate come quello giallorosso. In memoria: tutti ricordano come finì la stagione con Andreazzoli traghettatore.

NO AD ESPERIMENTI DA LABORATORIO – Dopo 5 anni le scelte sono state pressoché accostabili al romanticismo. Prima l'idea di creare una "pequeña Barcellona” con l'era Luis Enrique, che con un mercato fallimentare diede esiti altrettanto negativi. Poi la scelta popolare che ricadde su Zdenek Zeman; il passaggio dal 'Trabajo y Sudor' ai gradoni non portò giovamenti di alcun tipo, oltre ad alimentare già all'epoca sentori d'anarchia e discorsi sulla scarsa volontà dei giocatori di allenarsi. Infine l'avvento di Rudi Garcia, scelta che non destò poche perplessità ma che all'inizio si rivelò vincente. Complice un mercato che rasentava la perfezione, una rosa con uomini di carattere nonché leader in campo e fuori (vedi Benatia, Strootman e Castan; tre figure poi assenti nelle successive stagioni). Poi? Un lento declino, dalla disfatta contro il Bayern Monaco in poi solo l'evidenza di una trama di gioco povera, di un'assenza d'identità il tutto condito da alibi interminabili: gli infortuni, Rongoni, il mercato, la rosa incompleta, le sfortunate lungodegenze di Strootman e Castan e gli arbitriggi non propriamente positivi. Dunque, proprio sulla base delle precedenti esperienze, cui gli alti piani giallorossi dovrebbero far tesoro, la scelta del prossimo tecnico della Roma non potrà essere l'ennesima scommessa dettata da capricci romantici o da sogni utopici, niente leviatani insomma: Jorge Sampaoli, che sicuramente un brocco non é, rappresenterebbe una folle scomessa in un periodo fin troppo delicato; idem la strada che porta a 'El Loco' Bielsa. Entrambe figure ideali di chi è innamorato del calcio nella sua massima espressione di tattica, calcio champagne e sacrificio, ma difficilmente attuabili nel corso di queste ore bollenti in una Roma ancor più incandescente. Aggiungiamo anche Walter Mazzarri? Si, perché il suo dogma di una difesa a tre e la poca elasticità tattica costringerebbero la Roma ad una mutazione brusca e improvvisa.

TRA ROMANTICISMO E CERTEZZE: E' LUI LA SCELTA. – Luciano Spalletti sarebbe una scelta conciliante per chi ama il calcio e le storie romantiche, un ritorno per terminare ciò che aveva iniziato. Una storia d'amore che non doveva finire in quel modo e una scelta che potrebbe improvvisamente infiammare (positivamente) gli animi dell'ambiente e della squadra, portando una guida tecnica vera e certezze tra le mura di Trigoria oltre che i tifosi allo stadio.

Fonte: DAVIDE APRILINI - INSIDEROMA.COM

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