Rassegna Stampa

Garcia allontana tutti i fantasmi «Vinciamo, non c’è alcun dubbio»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-12-2015 - Ore 08:08

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Garcia allontana tutti i fantasmi «Vinciamo, non c’è alcun dubbio»

GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - A conti fatti, il Cupolone di San Pietro non è che poi sia così lontano dallo stadio Olimpico. Anzi, allungando lo sguardo quasi si scorge . E chissà che magari oggi Rudi Garcia non si lasci andare anche ad una piccola preghiera, magari tra la riunione tecnica ed il risveglio muscolare. Di certo, la sfida di stasera con il Bate Borisov non avrà l’indotto economico e l’impatto del Giubileo, ma per lui e la Roma rappresenta una tappa fondamentale. Per le casse, per il prestigio e per il futuro. Del club, ma anche suo. Non fosse altro perché il tecnico francese nelle tre precedenti occasioni (due con il Lille, una con la Roma) non è mai riuscito ad andare oltre la fase a gironi della Champions. Dovesse servire, basterebbe anche questo per fare magari una preghiera in più. 
LA METAMORFOSI Ma forse non ce ne sarà neanche bisogno, almeno di questo è convinto lo stesso Garcia. «Questa è una partita da vincere e la vinceremo, non ci sono dubbi», ha detto ieri più volte. Per poi sminare il campo da possibili dubbi sul suo futuro. «La mia panchina scricchiola? A me interessa solo per i tre cambi che posso fare». Del resto, l’allenatore della Roma sta cercando di impermeabilizzare la squadra da critiche e polemiche, stimolandola a trovare in se stessa le motivazioni giuste, a dir il vero almeno labili nell’ultimo mese. «Questa sfida è come un derby: non si gioca, si vince — continua Garcia —. Ma il derby vero, quello con la Lazio, non è poi così lontano. Eppure fino ad allora eravamo fantastici, ora siamo scarsi e non valiamo nulla. In mezzo ci sono state 4 partite, anzi 3, visto che a Bologna non si è giocato. Di queste, una l’abbiamo giocata a Barcellona contro gli extraterrestri e in una, a Torino, abbiamo pareggiato per un episodio. Di fatto, ci mancano 4 punti: i due di Bologna e i due di Torino». 
LA PARTITA Ed allora via, per capire che partita sarà. Detto che il Bate è squadra corta, che copre bene gli spazi, si raggomitola su se stessa e che spesso e volentieri rinuncia a giocare per poi colpire in contropiede, la Roma dovrà avere pazienza e non pensare al risultato di Leverkusen. «Queste gare si vincono con la voglia e la nostra è immensa — dice il francese — E se passeremo il turno vorrà dire che avremo centrato uno dei nostri obiettivi di inizio stagione». Per riuscirci, Garcia almeno una buona notizia ce l’ha. Ed è il recupero di Salah, da capire poi se il francese deciderà di rischiarlo subito (ma visto il precedente con Gervinho sembra difficile possa accadere) o meno. «Non ha i 90 minuti, ma sarà importante». 
LA SOCIETà Ma se la Roma non dovesse vincere? Per centrare gli ottavi, paradossalmente, potrebbe bastare anche un pari. Ma, di certo, un mancato successo questa sera presterebbe il fianco ad ulteriori critiche. E le ferite aperte continuerebbero a sanguinare. Non se lo augura nessuno, tantomeno Pallotta, con cui Garcia ha cenato lunedì sera. «Quando siamo tutti uniti siamo più forti. E se non siamo uniti si fa tutto più complicato». Ecco perché la frase di due giorni fa del d.s. Sabatini («Se affonda Garcia affondiamo tutti») ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo anche al francese. «Il club ha dimostrato unità in un momento in cui la fortuna non gira dalla nostra parte», chiosa lui. Impressioni? La partita di stasera vale un bel tesoretto, in termini economici e di prestigio personale. Ma anche una bella fetta di futuro. Dei dirigenti, della Roma e di Garcia. Anche se, l’impressione vera, è che non ci sia aria da ultima spiaggia. Ecco anche perché, forse, alla fine Garcia a quella preghierina ci rinuncerà... 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE

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