Rassegna Stampa

Garcia alza bandiera bianca

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-02-2015 - Ore 07:51

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Garcia alza bandiera bianca

Tutto sbagliato. In campo due giocatori reduci dalla sbornia africana e un solo allenamento, in panchina per troppo tempo i giovani che l’avevano salvato a Cagliari, in tribuna l’ex Lamela a mettere un po’ di nostalgia. Ma l’errore più grande, alla fine, è quello iniziale. «Vinceremo sicuramente lo scudetto» gridava Garcia a ottobre, per caricare una squadra a pezzi dopo il ko ingiusto di Torino.

A risentirlo ora vien da ridere perché la Roma è sparita in autunno e, oggi come oggi, non può essere sicura di battere nessuno, neppure una squadra virtualmente fallita. L’illusione tricolore, alimentata dall’incauto Rudi, rende ancor più difficile l’accettazione di una realtà deprimente, in cui l’unica consolazione alla Roma la regalano le18 squadre che riescono a far peggio di lei.

Dopo aver difeso il suo gruppo con lo scudo dei numeri, ora, con cinque pareggi di fila in casa, anche il condottiero Garcia batte in ritirata. «Non bisogna più parlare della classifica» dice il francese prima di sapere che anche la Juve ha frenato, dando un senso ancora più amaro alla domenica romanista. «Abbiamo ricevuto l’ultima squadra della serie A e dovevamo batterli. C’erano in campo giocatori che non stanno al massimo, abbiamo lasciato Pjanic a casa, ma stavolta non abbiamo alibi: bisognava vincere e basta, quindi capisco i fischi dei tifosi».

Nell’analisi del match, il tecnico punta il dito sulla precisione degli attaccanti.«Siamo stati troppo lenti nel primo tempo, abbiamo messo un po’ di ritmo nella ripresa ma abbiamo inquadrato poco lo specchio: 4 tiri su 19 totali, è mancata l’efficacia. Perché ho scelto i due africani? Il loro entusiasmo poteva essere utile, li avrei tolti prima se avessimo segnato. Facevamo tanti cross e serviva uno come Doumbia in area, ma non aveva ancora le gambe giuste dopo i viaggi fatti: non ha nessuna colpa. Se avessi scelto Sanabria e Verde mi chiedevate perché non aveva giocato lui dall’inizio. Paredes? Era influenzato».

Il paragone con l’anno scorso è una punizione continua da cui Garcia prova a sfuggire. «La rosa è totalmente differente e aspettiamo di recuperare alcuni giocatori, mentre altri devono tornare al 100%. Però ripeto: non esistono giustificazioni per questo pareggio».

E adesso? «Non molleremo, dobbiamo tornare a vincere all’Olimpico e c’è subito l’occasione di farlo giovedì col Feyenoord. Ai tifosi dico che siamo più forti con loro: dopo un risultato deludente bisogna restare tutti uniti». Il cerchio nero non si è chiuso.

Fonte: IL TEMPO - AUSTINI

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