Rassegna Stampa

Garcia e l'assalto giallorosso a Fort Juventus

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-10-2014 - Ore 17:30

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Garcia e l'assalto giallorosso a Fort Juventus

Due settimane di veleni e azzurro sbiadito erano troppe. Abbiamo parlato, convinti ed entusiasti, di volley femminile (bellissimo) pur di combattere noia e polemiche. Non ce n’è più bisogno. Siamo vivi, salvi, e ci troviamo tra i piedi un campionato bellissimo, con Juve e Roma distanti appena un punto, diverse ed uguali, eccitate dalla Champions e appiccicate, una di fianco all’altra, in serie A.

Garcia ha risposto alla grande, ha fatto capire ai suoi giocatori (e all’ambiente) che lo scudetto non sarà deciso dal tweet di Bonucci o dall’intervista di De Sanctis, dalla frase al veleno di Nedved su Totti o da un’interrogazione parlamentare sull’arbitro Rocchi. Alla fine, statene certi, lo vincerà chi avrà più fame e più qualità, più tenuta fisica e mentale, soprattutto chi saprà sognare in HD.

Contro il Bayern la Roma cercherà di misurare il proprio limite in un’ottobrata che fa molto Venditti (notti di sogni, di coppe e di campioni) con lo stadio pieno zeppo e tutto il necessario.

Altre notizie: Honda, ufficiale, non è un brocco, anzi. Inzaghi è ancora in luna di miele con la gens rossonera, la Lazio è forte e solida, l’Inter non sta giocando contro Mazzarri, Quagliarella sembra Pulici, Mihajlovic è incazzato nero, il Sassuolo gioca sempre a pallone, anche contro la capolista, Balotelli è già sotto pressione.

Intanto dall’altra parte del mondo, nell’India dei nuovi ricchi, Del Piero si fa ammonire per simulazione (storico) e Peter Biaksangzuala muore per un’esultanza troppo spericolata. Un destino ridicolo e assurdo, la lesione del midollo spinale, sei giorni di agonia e poi la scomparsa. Voleva imitare Klose. Se n’è andato nel modo più incredibile, per una capriola sbagliata, celebrando un gol e la gioia del pallone. Un capriccio assurdo della vita, perché così accade a volte, senza senso. E’ successo in questi giorni anche a Marco Ansaldo, compagno di viaggi e merende, adrenalina da stadio e chiacchiere leggere, proprio ora che la pensione e la vita da godere erano davanti. E mi manca.

 

Fonte: IlFoglio.it/P.Pardo

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