Rassegna Stampa

Garcia Atto II: caccia a Capello

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-09-2014 - Ore 07:42

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Garcia Atto II: caccia a Capello

Rudi Garcia, nella passata stagione, si è tolto parecchie soddisfazioni. Tanto per cominciare ha riportato la Roma in Champions League dopo aver sognato lo scudetto per più di tre quarti del campionato, pronti/via ha vinto le prime dieci partite del torneo e ha ridato – al di là dei micro-successi – dignità a una squadra abbattuta e abbacchiata dal derby di Coppa Italia e questa forse è la cosa più importante. Il difficile viene ora: emulare Fabio Capello che, al suo secondo anno sulla panchina dei giallorossi, ha portato a casa uno scudetto, stagione 2000/2001. Un titolo che è rimasto lì, da solo, senza replica. Lo hanno sfiorato Spalletti e Ranieri, quest’ultimo addirittura al primo tentativo. Rudi – ora al suo secondo anno in panchina della Roma – insegue Fabio e le sensazioni che si respirano sono le stesse a tredici anni di distanza. 

SENZA SCUSE - Capello, al primo anno di Roma, è andato male (sesto posto), qui la differenza con Garcia è netta (secondo). La Roma del 1999 stentava, Don Fabio, dopo un pareggio casalingo contro l’Udinese, aveva rischiato addirittura l’esonero. Poi Baldini si è inventato un rilancio: rinnovo del contratto e avanti con lui, obtorto collo. Nell’estate del 2000, Capello si era detto soddisfatto della campagna acquisti: «Non abbiamo scuse, dobbiamo puntare allo scudetto», le sue parole di allora. Erano arrivati Emerson, Samuel, Zebina e soprattutto Batistuta, i big erano rimasti; Garcia ha perso solo Benatia (e ancora se lo sogna la notte, forse), ma la società lo ha accontentato costruendo una squadra esperta e pronta per prendersi il vertice: Cole, Manolas, Holebas, Iturbe, Astori. Infatti Rudi, poco prima della fine dell’ultimo mercato e poi alla vigilia della prima con la Fiorentina, ha replicato quel vecchio refrain di Capello: «Accettiamo la sfida, siamo pronti per lo scudetto». Nessuno si nasconde, insomma, perché sarebbe inutile. La Roma non è una sorpresa e non potrà esserlo per nessuno. Lo scorso anno andava bene volare bassi e pensare soprattutto a tornare a giocare in Europa, quest’anno no, tutti hanno in testa che l’obiettivo principale sia di un altro livello. 

DIFFERENZE E ANALOGIE - Ciò che potrebbe sembrare una sorta di bastone tra le ruote – in chiave lotta per il primo posto, sia chiaro – per Garcia è la Champions. La Roma di Capello, l’anno dell’ultimo scudetto, giocava la Coppa Uefa, cioè l’attuale Europa League, e l’eliminazione agli ottavi (contro il Liverpool, che poi vincerà la competizione) ha dato slancio ai giallorossi per la vittoria del terzo titolo; Garcia invece sarà impegnato in Champions – e questo lo gratifica – ma la doppia gestione, come noto, crea parecchi problemi. Ma i tempi sono cambiati e la rosa che ha disposizione Rudi è più ampia rispetto a quella di Capello: ventiquattro i calciatori a disposizione del tecnico di Pieris, ventotto quelli per l’allenatore di Nemours, considerando che, a proposito di qualità, il primo cambio a centrocampo tredici anni fa era Guigou, oggi è Nainggolan o Keita. Tutti e due, Fabio e Rudi, hanno cominciato l’anno calcistico con un infortunato eccellente fermo ai box: Emerson ha mollato Capello quasi al fischio d’inizio dell’annata (era agosto quando si è fatto male ai legamenti), Strootman si è fatto rotto ad aprile della passata stagione e rientrerà tra più di un mese. Ciò che li unisce, e questo pare incredibile visto che sono passati tanti anni, è Francesco Totti. Giovane e esplosivo ventiquattrenne ai tempi del terzo scudetto, trentottenne oggi. La classe di Francesco è quella specie di filo sottile che unisce ogni speranza di gloria. Perché vincere a Roma dà un senso di immortalità, Capello e tutta la banda del 2000 ne sa qualcosa e Francesco è rimasto l’ultimo porta bandiera di quell’impresa che oggi i tifosi ancora portano nel cuore. 

EMPOLI E MAICON - Sabato si gioca, i nazionali sono tornati e Maicon sta pian piano ritrovando la via della normalità pure nella Seleçao. Il brasiliano ieri si è allenato regolarmente, Garcia si sta convincendo di portarlo a Empoli, anche se magari non lo farà giocare dall’inizio. Castan ha recuperato, lui ci sarà sicuramente. Totti c’è ma forse non si vedrà. Cominciano gli impegni ravvicinati, le forze vanno centellinate.

Fonte: IL MESSAGGERO - ANGELONI

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