Rassegna Stampa

Garcia blindato «Se affonda lui affondiamo tutti»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-12-2015 - Ore 07:54

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Garcia blindato «Se affonda lui affondiamo tutti»

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Tutto sommato, cominciamo a pensare che James Pallotta in fondo faccia bene a venire a Roma così poco. D’altronde, se ogni sua visita si trasforma in uno psicodramma, capiamo come allora sia meglio gestire il club da lontano. Lontano dai tifosi, lontano dalle istituzioni (che non gradiscono essere tirate in ballo a sproposito) e lontano soprattutto da un clima da ultima spiaggia che forse inconsciamente anche la dirigenza ormai contribuisce ad alimentare. Pensate a quello che ha detto ieri il d.s. Sabatini all’uscita dallo studio legale al centro della città dove il presidente ha riunito tutti i suoi manager: «Se Garcia affonda, affondiamo tutti insieme». Nel giorno in cui Capello dice «mai dire mai» su un suo ritorno, una presa di posizione coraggiosa ma forse fin troppo drammatica, soprattutto se collegata a un allenatore tutto sommato non più amatissimo dalla piazza, perché – qualora il francese fosse giubilato anche a fine stagione – letteralmente parlando, ne conseguirebbe anche la fine dell’esperienza di tutto l’attuale gruppo dirigente che lo ha voluto e sempre difeso. Possibile che sia così? 
CAPELLO: «MAI DIRE MAI» Ma non basta. Nella fiera degli equivoci il povero Pallotta è stato anche attaccato da parte dell’etere romano per aver posto l’accento solo sulla partita di domani contro il Bate Borisov. L’accusa è stata quasi freudiana: parla di Champions perché gli interessano solo io soldi; il campionato per lui non conta. Frasi alla mano, non aderiamo a questo tipo di lettura psicoanalitica. «Non abbiamo bisogno di incontrarci con Garcia – aveva detto Pallotta –, ci sentiamo spesso per telefono. A Torino abbiamo avuto un paio di occasioni per vincere, ma quel rigore alla fine… Comunque se avessimo giocato meglio avremmo vinto. Ma è contro il Bate la grande partita». E qui, appunto, è nato l’equivoco. Con i tifosi che hanno pensato come, col Napoli alle porte, il Bate non fosse il top. In realtà, dalla riunione operativa di ieri, è emerso chiaro che i circa venti milioni dell’eventuale passaggio agli ottavi, sarà reinvestito sul mercato di gennaio, mai come quest’anno «di riparazione». 
PROBLEMI STADIO Intanto l’agenda presidenziale si presenta sempre più fitta soprattutto sul fronte stadio. Ieri è arrivato anche il ceo Mark Pannes, ma i problemi politici si stanno moltiplicando, con la Regione che vorrebbe attendere il nuovo sindaco per decidere e due dei tre candidati forti (Marchini,, forse appoggiato anche dal centrodestra, e i 5 Stelle) contrari al progetto, che comunque non è stato ancora presentato. Da notare, comunque, che domani Pallotta vorrebbe anche incontrare il commissario Tronca. 
GABRIELLI IRRITATO Nel tardo pomeriggio, poi, l’ultima amarezza per Pallotta, col prefetto Gabrielli che ha detto: «Io non ho ricevuto nessun tipo di richiesta d’incontro dalla Roma tranne alcune dichiarazioni onestamente poche corrette. La Roma non ci ha mai chiesto un appuntamento». Uno presa di posizione dura, che il club ha provato ad attutire dicendo che finora tutto è passato attraverso il Gabinetto del Questore – cosa recisamente smentita dagli interessati – e che presto ci sarà un contatto diretto fra presidente e Prefetto. Intanto, approfittando della presenza di Pallotta, gli ultrà si sono fatti vivi annunciando che, al solito, domani non saranno in curva nella sfida contro il Bate, ma andranno a tifare la Primavera nella Youth League, concludendo così: «Saremo il vostro incubo». Perciò, considerando una giornata del genere, facile immaginare che Pallotta sabato (ammesso che non cambi programma) riprenda l’aereo per tornare a Boston molto volentieri. Le mille gioie che Roma doveva riservargli al momento non sono pervenute. Di malinconie, invece, a bizzeffe. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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