Rassegna Stampa

Garcia chiama gli altri Totti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-10-2013 - Ore 08:00

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Garcia chiama gli altri Totti

Cambiare è scontato. Come, però, ancora non si può sapere. Senza l’arco e la freccia, la Roma dovrà trovare altre soluzioni per colpire i rivali. Con Totti e Gervinho indisponibili, Garcia è costretto a ripensare il tridente titolare che finora aveva dato garanzie, assicurato equilibrio e prodotto spettacolo. La capolista perde due attaccanti che, proprio schierati insieme, spesso sono stati devastanti. Ma è soprattutto il capitano a lasciare, momentaneamente, un vuoto enorme. Tattico, tecnico e in assoluto come punto di riferimento. Regista, trequartista e centravanti: Francesco ormai è riconosciuto, da compagni e avversari, giocatore universale. Toccherà ad altri sostituire Francesco. Non a uno solo, magari servirà più di un calciatore per settore. L’unione fa la forza, sempre e comunque.

FACCE DA CAPITANI - Negli occhi di tutti, pubblico dell’Olimpico e telespettatori che hanno seguito la partita di venerdì sera contro il Napoli, restano quei dieci minuti abbondanti in cui la Roma, uscito Totti, era come stranita. Ha rischiato due volte di andare sotto: ci hanno pensato De Sanctis e De Rossi a rendere innocuo Pandev, Maicon e anche il palo a fermare Insigne. Nomi che appartengono alla cronaca dell’ultimo match. Ma guarda caso sono pure quei calciatori che, nelle prossime gare senza Francesco, possono fare le veci del capitano. L’urlo di De Sanctis, portiere esperto e meno battuto d’Europa, la personalità di Maicon, terzino muscolare che difende con passo felpato e attacca con rabbia, la presenza di De Rossi, regista basso e difensore aggiunto, la duttilità di Pjanic, palleggiatore e finalizzatore, la cattiveria di Strootman, interditore e incursore, l’efficacia di Ljajic, geniale e concreto, e la generosità di Florenzi, velocista e altruista. Ci saranno anche gli altri, per primo Benatia che ci mette sempre il fisico prima di ogni altra cosa. Ma per la personalità sono quei sette che devono spingere la Roma in questo periodo in cui Totti sarà convalescente.

TRIDENTE DA COLLAUDARE - Bisogna abituarsi a vedere, lì davanti, un trio diverso e, a dirla tutta, inedito: a Udine, domenica pomeriggio, e forse anche nelle gare contro il Chievo, giovedì 31 ottobre, e in trasferta contro il Torino, domenica 3 novembre. Totti, finora, è stato sette volte titolare e una ha avuto spazio nella ripresa. Solo in un caso, al Tardini contro il Parma, Garcia ha utilizzato i sei attaccanti (il settimo è Caprari, unico cambio da qui al rientro di Gervinho che farà prima di Totti). Mai, però, è stato scelto il tridente che probabilmente partirà dall’inizio al Friuli: Florenzi-Borriello-Ljajic, liberi di potersi scambiare le posizione. Se Florenzi, sette partite da titolare e un ingresso, è il più presente con Totti (per Gervinho sei nella formazione di partenza e due in corsa), Borriello è la prima alternativa (due volte titolare e quattro come cambio), mentre Ljajic e Marquinho hanno ricevuto lo stesso trattamento (un match dal primo minuto e quattro da sostituto).

BERSAGLIO PREFERITO - Borriello è l’unico dei sei uomini del tridente a non aver fatto ancora centro. L’attaccante è a digiuno, mentre gli altri hanno realizzato già 13 dei 22 gol giallorossi: Florenzi è il capocannoniere del gruppo con 4 reti, Totti, Gervinho e Ljajic ne hanno realizzati 3 a testa (3 anche per Pjanic, dopo la doppietta al Napoli). Ma SuperMarco domenica pomeriggio troverà di fronte l’Udinese, avversaria che lo ispira più di ogni altra: 10 gol in carriera alla formazione bianconera e tra l’altro in 6 partite.

ELOGI DA UDINE - «Ora la Roma è un giocattolo perfetto che unisce qualità e quantità» avverte Guidolin. Che conosce bene Benatia e lo considera rinforzo fondamentale per la capolista. «E’ cresciuto con noi ed è arrivato nella capitale con un entusiasmo straordinario, confermando di essere un calciatore solido e tenace. Non credo che basti un giocatore per spostare gli equilibri di una squadra, ma Benatia, insieme con Strootman, ha portato sano pragmatismo e concretezza in un gruppo ricco di qualità. La Roma ha chiuso il cerchio, con De Rossi e Totti tornati nel loro ruolo, l’esplosione di Pjanic, che era stato anche nei taccuini dell'Udinese, e l’esuberanza di Florenzi». L’allenatore del club friulano, in attesa di ospitare i giallorossi, non smentisce di essere stato contattato da Sabatini nella scorsa primavera. «Non si può dire, però...».

Fonte: IL MESSAGGERO - TRANI

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