Rassegna Stampa

GARCIA: "Con il Catania bisogna solo vincere.Totti non ancora al 100%"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-12-2013 - Ore 21:15

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GARCIA:

Un regalo di Natale per i nostri tifosi”. L’ultimo appuntamento prima della sosta invernale diventa, per Garcia, l’occasione per rilanciare le speranze della suavRoma. Nonostante le assenze, il tecnico crede nella vittoria contro il Catania, mentre il club discute il ricorso contro la curva chiusa: “Non abbiamo potuto ascoltare alcun tipo di coro razzista”, giura il dg Baldissoni.

“UN REGALO DI NATALE AI TIFOSI E UNA SORPRESA IMMENSA A FINE STAGIONE” - Oggi la Roma rincorre la Juve con 5 punti di ritardo. Tanti, eppure Garcia non ha smesso di sperare. Pur continuando a preferire di poter lavorare nell’ombra piuttosto che dover gestire il peso del primato: “Il motivo? Preferisco che la gente a fine stagione abbia una buona sorpresa, immensa, fantastica, meravigliosa piuttosto che dire andiamo a vincere lo scudetto e non farlo. Essere delusi è più brutto che avere una bella sorpresa”. Un pensiero nell’interesse dei tifosi, gli stessi che l’allenatore, fingendo di ignorare il provvedimento del giudice sportivo contro cui ricorreva il club, ammette: “Spero di avere l’Olimpico pieno. L’importante per noi è giocare per i nostri tifosi, per far loro un bel regalo di Natale. Abbiamo l’obiettivo di prendere i tre punti per chiudere una mezza stagione di grande livello”. Entrando nel dettaglio, il bilancio che il tecnico fa del campionato disputato dalla squadra è quello di un entusiasta: “Nessuno si aspettava a inizio stagione una Roma con 38 punti - ricorda – abbiamo fatto una prima parte incredibile. Non abbiamo rubato un punto, anzi ci manca qualcosa. La cosa importante è che la squadra gioca bene e i giocatori trovano piacere nel giocare e questo dà piacere anche ai tifosi”.

“TOTTI MIGLIORA, MA HA BISOGNO DI TEMPO” - Ai tifosi ha fatto piacere anche rivedere Totti, che contro il Catania potrebbe anche tornare dal primo minuto. Il ballottaggio è con Destro, due gol in due gare: “Francesco migliora – spiega Garciaha fatto 30 minuti a Milano a buon livello. Era questa la questione principale. Come Destro ha bisogno di giocare e allenarsi, la forma arriverà più tardi. Il fatto che sia tornato è una notizia importante per tutti. Può iniziare la gara ma non ha 90 minuti nelle gambe. La cosa importante è che sia guarito”. Importante, in senso opposto, rischia di essere la contemporanea assenza di De Rossi e Strootman, squalificati. La prima volta senza due terzi del centrocampo titolare, però, non spaventa Rudi: “Avere Kevin e Daniele è certamente meglio, ma senza Strootman abbiamo già vinto. Per me su una partita non cambia nulla, ho la possibilità di far giocare Marquinho, Taddei o Florenzi, oppure cambiare modulo”. Novità invece potrebbero arrivare dal mercato, a centrocampo (Pastore è più di un’idea del ds Sabatini) e in difesa Heitinga piace. A patto però di cedere almeno un paio di elementi. E qui Garcia sembra gradire poco il ragionamento: “Voglio fare in modo – giura – che per la seconda parte della stagione i miei giocatori rimangono tutti. Ho una rosa di qualità, poi se si devono migliorare le cose vedremo. Mi fido di tutti i miei giocatori e non voglio che uno vada via. Su questo sono chiaro”. 

DE SANCTIS: “GARCIA GRANDE ALLENATORE” - “Al mister ho sempre riconosciuto il merito più grande dei risultati di questa Roma. Perchè è stato velocissimo e rapidissimo a capire in che contesto lavorava, con che tipo di giocatori, società e tifosi. Cosa non facile per un allenatore straniero al primo anno, nonostante avesse avuto delle esperienze importanti con il Lille ed ottenuto grandi risultati”. L’elogio del tecnico della Roma viene da Morgan De Sanctis, protagonista della rubrica I Signori del Calcio, in onda domani, su Sky Sport. “Garcia ha le qualità più spiccate nella cultura e nell’intelligenza – spiega il portiere dei capitolini -. E’ una persona che riesce ad essere chiara ed efficace. E poi è un allenatore che sa preparare bene le partite, considera l’avversario nel modo giusto, lavora tantissimo sulla sua squadra e lo fa in maniera divertente”. L’asticella degli obiettivi si è alzata: “Credo che questa squadra possa continuare a fare cose importanti, ma bisogna essere attenti nella comunicazione, perchè non vogliamo illudere chi ci segue. All’inizio dell’anno parlavamo di coppe europee. Adesso è chiaro che, per merito nostro, si è alzata l’asticella”.

“EVVIVA QUESTA CLASSE ARBITRALE. CON LA NAZIONALE HO CHIUSO” - Gli arbitri meritano un capitolo a parte: “Se c’è qualcosa di veramente complicato nel mondo del calcio, così come lo è il ruolo del portiere, è quello degli arbitri. Spesso non vengono considerate tutte le cose belle che si fanno, ma soprattutto gli errori. Sono vent’anni che gioco a calcio, ho vissuto anche un altro tipo di atteggiamento arbitrale negli anni in cui non giocavo nella Roma. Quindi evviva questa classe arbitrale di giovani che, pur sbagliando, lo fa nella completa onestà intellettuale e libertà”. Con la Nazionale, nonostante già si respiri l’aria del Mondiale, il rapporto è chiuso: “In Brasile potevo andarci questa estate a giocare la Confederations Cup però ho deciso, a marzo, di lasciare la maglia azzurra. Sono una persona coerente e, molto probabilmente, questa coerenza ci sarà fino in fondo. Il mio auspicio più grande è che, insieme a Buffon, due miei grandi amici e professionisti come Sirigu e Marchetti continuino a fare bene il loro lavoro nelle squadre di club e anche in Nazionale”.

Fonte: repubblica.it-Pinci

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