Rassegna Stampa

Garcia: dalle stelle alle strisce

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-01-2016 - Ore 06:49

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Garcia: dalle stelle alle strisce

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Le prime 10: un sogno che diventava realtà. Le ultime 10: un incubo che diventava realtà. Ricorre il 10, nell’avventura di Rudi Garcia alla Roma e, indipendentemente da quello che sarà, ricorre nelle prime 10 partite con lui in panchina — tutte di campionato — che hanno regalato al club giallorosso (ma per certi versi anche al calcio italiano) un allenatore giovane, pronto a prendersi la scena come mai nessuno aveva fatto prima di lui. E ricorre nelle ultime 10, che invece hanno visto un uomo capace di vincere, a fatica, soltanto una volta, in tre competizioni diverse. Non è bastato, il ricordo delle prime 10 vittorie di campionato, a farlo rimanere nel cuore dei tifosi, che ormai lo vogliono sempre più lontano da Trigoria. È bastato, invece, il ricordo delle ultime 10 partite a far sì che si spezzasse il suo filo con la Roma. 
ESORDIO SUPER - E pensare che, all’inizio, nessuno scommetteva su di lui. Solo Sabatini, l’uomo che più di tutti lo aveva voluto dopo il 26 maggio, pensava potesse essere l’uomo giusto. E lo è stato, nella Roma di Florenzi punta, di Gervinho imprendibile, di Totti ringiovanito, di Benatia, Maicon e Strootman: 10 vittorie nelle prime 10 di campionato, un solo gol subìto, 24 fatti, applausi a scena aperta di pubblico e critica. Non ha vinto lo scudetto, ma ha conquistato il piazzamento in Champions, e quei mesi così pieni di belle giocate e grandi vittorie hanno regalato emozioni ed orgoglio. Cose non da poco, dopo la sconfitta nel derby di Coppa Italia. 
LA CRISI - Da un derby all’altro: la vittoria dell’8 novembre è stato l’ultimo momento felice della Roma di Garcia: demolita la chiesa al centro del villaggio, e con lei tutte le certezze del tecnico, che pure da dopo Roma-Bayern dell’ottobre 2014 di momenti difficili ne aveva dovuti affrontare. Ma una sola vittorie in 10 gare ha distrutto tutto, 15 gol incassati e appena 10 realizzati, l’eliminazione in Coppa Italia, il passaggio del turno in Champions dopo lo 0-0 col Bate Borisov, reso possibile solo dalle parate di Szczesny a Roma e Ter Stegen a Leverkusen, l’umiliazione di Barcellona, la disfatta in casa con l’Atalanta, istantanee di una crisi che va avanti da due mesi. 
LE TAPPE - In questi anni, dal 31 ottobre 2013 (vittoria col Chievo) al 9 gennaio 2016 (1-1 col Milan), il rapporto tra Garcia e la Roma è peggiorato di giorno in giorno. Anche qui, ricorre il 10, tante quante le tappe della crisi. Tutto è cominciato ad aprile 2014, quando la Roma si è qualificata per la Champions ma, nello stesso momento, Baldissoni faceva presente: «Garcia non è l’uomo della provvidenza». Poi, in estate, la cessione di Benatia, il rinnovo di Gervinho e il mercato deciso quasi in toto da Sabatini. Nel corso della scorsa stagione la gestione di Destro non è piaciuta ai dirigenti, così come quella di Gervinho e Doumbia, e dei tanti giovani. C’è stata poi la conferenza prima di Palermo, il mancato invito al meeting di Londra, l’allontanamento di Rongoni e l’arrivo di Norman, e il depotenziamento di Rudi e dei suoi collaboratori. I risultati, anche se stentati in questa prima parte di stagione, avevano tenuto insieme i cocci, poi tutto è precipitato. Con tanta malinconia, visto come era iniziata. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Zucchelli

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