Rassegna Stampa

GARCIA: "Dopo la legge Bosman, ora c'è la legge Destro"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-04-2014 - Ore 22:15

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GARCIA:

ROMA - Il viaggio a Firenze contro quel passato fatto di facce familiari, per il momento resta un'immagine sullo sfondo. Davanti agli occhi di Garcia resta attualissima la conferma della squalifica di Destro, e la vigilia del match che può garantire alla Roma la qualificazione aritmetica alla fase a gironi della prossima Champions League è l'occasione per far rumore. 

"DOPO LA LEGGE BOSMAN, DA IERI C'E' LA LEGGE DESTRO" - Dopo la conferma da parte della Corte di giustizia federale dello stop di 3 turni al centravanti, Rudi Garcia decide di non trattenere il risentimento, armandolo semmai di un pizzico d'ironia: "Sapete quanto mi sia battuto per la moviola in campo: sono davvero contento che sia stata usata adesso, con Destro. Spero che ora si unifichi in tutta Europa: c'è stata una legge Bosman, da ieri c'è una legge Destro". Come a dire: la sentenza deve ridisegnare l'applicazione delle norme sull'utilizzo delle immagini tv in tutto il continente. Forse esagerato, ma il tecnico francese sa quanto potesse contare la presenza dell'attaccante in un finale in cui, per lui, è ancora in ballo il titolo: "Quando le cose non le aspetti è il momento in cui accadono". Non è una novità la sua fiducia incondizionata nella possibile rimonta, per nulla minata dal rischio che la Juve possa festeggiare il titolo proprio in casa dei giallorossi, alla penultima giornata: "Può succedere - ammette Garcia - che la Juve festeggi all'Olimpico. Ma può succedere anche che Roma-Juve sia decisiva, non si può sapere: io non ho la bolla di cristallo". 

"AVREI FIRMATO CON IL SANGUE PER UNA STAGIONE COSI'" - Il futuro non lo conosce nessuno, sul passato invece l'allenatore di Nemours ha le idee chiare: "Non ho nessun rimpianto. Voi dite che si poteva firmare con il sangue per trovarsi in questa situazione e sono d'accordo con questa frase. Ma non è ancora finita, ci sono belle partite da giocare, mi piace andare a Firenze e anche all'Olimpico ci saranno due belle gare sul piano emozionale. La Juve gioca prima? Non cambierà l'atteggiamento della squadra, vogliamo allungare la striscia a 8 vittorie poi vedremo cosa accade sul campo: andremo a Firenze per vincere sapendo che è difficile". E Firenze capita con il tempismo di un esame di maturità per Adem Ljajic, il grande ex di una sfida che dall'altra parte mette sulla strada dei giallorossi una fetta di passato come Aquilani, Montella, Pizarro e il ds Pradè. Ma la sfida del cuore non inciderà, secondo Garcia, sull'umore del serbo: "Sappiamo che quando un giocatore gioca contro la sua ex squadra è sempre particolare. Ma Adem ha già fatto 6 gol, 6 assist e l'abbiamo preso perché è decisivo. Le risposte arrivano sul campo, e così deve continuare". 

"FIORENTINA SQUADRA EUROPEA, NAINGGOLAN E' SERENO" -
Indirettamente, però, Fiorentina-Roma è anche un faccia a faccia tra Rudi e Montella. Filosofie simili, risultati finora diversi: "La Roma ha un gioco particolare, la Fiorentina ha un gioco che mi piace, è europeo e sono contento di giocare contro questa squadra. Abbiamo già visto all'andata come possa essere una partita spettacolare. Speriamo in una gara allo stesso livello, in campo ci saranno giocatori di spessore". Uno di questi è Nainggolan, reduce da una settimana complicata, dopo la lite con la moglie e l'indagine dei carabinieri per maltrattamenti familiari. Ma l'allenatore cerca di alleggerire la pressione intorno a lui: "C'è la vita sportiva e quella privata che non riguarda nessuno. Radja è sereno si è allenato bene". Meno sereno Destro, alfa e omega dei pensieri del tecnico: "Lui deve farsi trovare pronto, seguirà un programma personalizzato, anche se è un po' strano a questo punto della stagione. Per fortuna non abbiamo altre assenze in attacco, ora gli altri devono dimostrare che non siamo fortunosamente il secondo attacco del campionato".

Fonte: repubblica.it

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