Rassegna Stampa

Garcia e Conte, i top players

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-12-2013 - Ore 08:50

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Garcia e Conte, i top players

I due si conoscono poco ma si stimano molto. Rudi Garcia, allenatore della Roma, e Antonio Conte, suo collega sulla panchina della Juventus, non si sono mai affrontati su un campo di calcio - e domenica sera a Torino ci sarà il loro primo faccia a faccia da tre punti - ma si sono già incontrati, il 17 agosto scorso, a Trigoria. E la cosa fece imbestialire i tifosi giallorossi, visto che l’allenamento non era della Roma bensì della Juve, impegnata il giorno successivo all’Olimpico contro la Lazio per la Supercoppa. In quell’occasione, Rudi e Conte parlarono per una manciata di minuti, scambiandosi elogi e opinioni di routine, poi il tecnico francese ebbe il permesso dal collega salentino di poter seguire il lavoro dei bianconeri. «È stato un colloquio breve, ma mi è bastato per comprendere di avere di fronte una persona di grande spessore. Io lo ammiro per i risultati che ottiene e perché è un combattente. Uno spirito che ha in comune con la sua squadra», ha raccontato Rudi un paio di mesi dopo. I due, poi, si sono incontrati virtualmente alla fine di ottobre, in diretta tv sulla Rai: la Roma aveva appena vinto a Udine, la Juve aveva superato in casa il Genoa. «Complimenti ad Antonio che ha vinto questa sera: lui è uno che vince gli scudetti, io invece non ho vinto niente», le parole del francese. «Non è vero che Garcia non ha vinto mai: ha vinto uno scudetto in Francia e chi vince non vince mai per caso. Lo può fare anche in Italia anche se io naturalmente ed egoisticamente mi auguro di no», la replica di Conte.

COSÌ UGUALI, COSÌ DIVERSI
Si stimano, si diceva, e lo si capisce dalle dichiarazioni che, l’uno verso l’altro e viceversa, si sono scambiati dall’inizio del campionato. Il romanista, ad esempio, non ha mai negato pubblicamente alla Juve il ruolo e la caratura di favorita per lo scudetto; lo juventino ha sempre parlato della Roma garciana come un autentico pericolo per la conquista del terzo titolo di fila. Non frasi di circostanza ma parole realmente sentite. E sarà davvero molto interessante vedere come si affronteranno domenica sera allo Juventus Stadium. I due amano il gioco d’attacco ma attaccano in maniera diversa. E, soprattutto, difendono in maniera differente, Conte con la difesa a tre, Rudi da sempre con quella a quattro. Anche se, visto che Garcia usa il tridente, Conte domenica dietro potrebbe mettersi a quattro. Se non si somigliano sotto l’aspetto tattico, i due sono simili per come svolgono la loro professione: sono entrambi maniacali, perfezionisti, ad esempio, anche se Conte con i suoi giocatori ama indossare i panni del sergente di ferro mentre Garcia dà più spazio al sorriso. Se l’uno picchia, l’altro accarezza. E se i metodi di Conte in casa Juve si sono rivelati perfetti, due scudetti in due anni, l’approccio ormai semestrale di Garcia alla realtà romanista si sta rivelando vincente, al punto che la svolta giallorossa nella seconda parte del 2013 è soprattutto figlia sua. Così come i due scudetti di fila della Juve sono stati soprattutto opera del tecnico di Lecce. Due autentici top players, e che nessuno in maglietta e calzoncini se ne abbia a male.

Fonte: Il Messaggero

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