Rassegna Stampa

Garcia e il rebus difesa alla prova del Barça

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-11-2015 - Ore 06:39

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Garcia e il rebus difesa alla prova del Barça
REPUBBLICA - SISTI - Qualcosa rimane fra le pagine chiare e le pozzanghere scure di Bologna. Se è stata una parodia, come sostiene Garcia, hanno recitato meglio e più a lungo Destro e compagni. Se è stata una partita seria, nel primo tempo l’atteggiamento della Roma non era intonato alle circostanze, qualcosa nella decifrazione del copione non stava funzionando. La difesa della Roma ha spesso paura, paure assortite, ed è fra le peggiori della recente storia giallorossa, 25 reti in 17 gare ufficiali, 1,47 a partita, un saldo da metà classifica. Non è dato rintracciare squadre che, forti di tale statistica,cioè deboli, ambiscano a vincere un titolo nazionale. Peggio la Roma aveva fatto nell’autunno 2004, 2009, 2010 e 2012, ma guarda caso in ognuna di queste stagioni si dovette provvedere ad almeno un cambio d’allenatore (e a volte non bastò neppure quello). Il controllo delle fonti del gioco avversario (si presume che un gruppo le individui) comincia a centrocampo. L’atteggiamento di protezione collettiva, che non può prescindere dall’esser corti in campo, non dovrebbe mai variare col variare degli interpreti, altrimenti ogni partita diventa una storia a sé, con incognite sempre nuove. Persino sabato, dove a causa dell’imprevedibilità del rimbalzo e dello scivolamento del pallone, l’ammucchiata era l’unico schema riconosciuto, la Roma si è aperta ai contropiedi, offrendosi in inferiorità numerica. Solo contro Fiorentina e Lazio la Roma ha giocato “corta” riducendo i rischi o addirittura azzerandoli. Giocare corti comporta la chiusura degli spazi e provoca la riduzione del tempo concesso agli avversari, che scoprono di saper anche giocare male. Consola, in parte, l’attacco, che è il quinto d’Europa (29 reti in 14 turni di campionato, 2,2 a partita), dopo Bayern, Dortmund, Barcellona e Psg. Purtroppo per la Roma è più facile, alla lunga, vincere senza prendere gol che giocando con la fissazione di farne uno più degli altri. Lo dice la storia e lo conferma Guardiola. Oggi si vola a Barcellona sapendo che la partita cruciale per il passaggio agli ottavi di Champions è col Bate in casa. Probabile la conferma della squadra di Bologna con Falque al posto dell’acquitrinoso e ormai perduto Iturbe e Vainqueur per Keita.

 

Fonte: REPUBBLICA - SISTI

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