Rassegna Stampa

Garcia: "La classifica conta alla fine"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-04-2015 - Ore 08:12

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Garcia:

«La classifica conta alla fine, non ora». Come dargli torto. Rudi Garcia è lapalissiano. Ovvio, realistico. Il campionato non finisce a Torino, la classifica può tornare a sorridere o forse a far piangere ancor di più. Oggi i tifosi non sono felici di veder la Lazio mettere la freccia e involarsi verso quel secondo posto che hai ritenuto tuo. E' vero anche che alla Roma, stavolta, si può rimproverare davvero poco o sicuramente meno di quanto fatto dopo le insulse X di Verona e niente rispetto alle debacle casalinghe con Sampdoria e Fiorentina (in Europa League). Però è giusto così: la classifica ora non conta. Conta la prospettiva e l'ottimismo è libero. «La Roma ha giocato una buona partita, c'è mancata la vittoria. Ha ragione Florenzi, se giocheremo così da qui in avanti, delle otto partite restanti, ne vinceremo parecchie. Sono contento della squadra e dell'atteggiamento mostrato contro il Torino. Abbiamo giocato solo noi, a dimostrarlo i ventiquattro tiri verso la porta, non normale per una formazione che gioca in trasferta».

Contento, Rudi. In effetti una Roma così "brillante" non si vedeva da un po'. Il problema grosso resta l'anemia da gol. «Abbiamo avuto tante occasioni, vedrete, gli attaccanti segneranno». Il fatto che davanti ora ci sia la Lazio potrà portare un ulteriore problema sotto l'aspetto psicologico? «No. Dobbiamo sfruttare la prossima partita perché la giocheremo in casa, dovremo vincere e poi aspetteremo gli altri risultati. Ora c'è una foto della classifica, tra un po' potrà essercene un'altra».

Tornando all'attacco, Ibarbo doveva portare quella ventata di imprevedibilità, ma non è andata così.«Victor ha i piedi e i colpi per giocare bene in ogni ruolo dell'attacco. Non dimentichiamoci che è stata la sua prima uscita da titolare, per me ha disputato una buona gara. E Doumbia? Sta molto meglio e ci ha aiutato ad essere più presente in area e ha lottato. Difficile giudicarlo in poco tempo di gioco, da quello che vedo in allenamento posso dire che è quasi al cento per cento». Capitolo episodi da rivedere: un rigore ricevuto (così e così) e un gol subito (più vicino all'irregolare che al regolare). Rudi che dice? «Non serve niente parlarne ora. Ci sono sei arbitri che fanno bene il loro lavoro. Non c'è niente da giudicare».

Fonte: IL MESSAGGERO - ANGELONI

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