Rassegna Stampa

Garcia: “Lo scudetto? È presto, la gente non va ingannata”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-10-2013 - Ore 09:45

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Garcia: “Lo scudetto? È presto, la gente non va ingannata”

In conferenza ci è andato un po’ più morbido («È ancora presto per parlare di Roma da scudetto, ci sono tante partite difficili»), in un’intervista pubblicata ieri dall’Equipe era stato invece molto più chiaro. «Le favorite per il titolo restano Juve e Napoli, è incredibile come a Roma si parli di scudetto dopo poche vittorie. Non è ragionevole, vuol dire ingannare la gente. Il nostro obiettivo resta quello di tornare in Europa». Già, ma vallo a raccontare a quei 5.000 tifosi giallorossi che stasera saranno al Meazza e che dopo due stagioni di tormenti e delusioni, finalmente riescono a rialzare un pochino la testa.

 

 

SFIDA DOC  Garcia stasera giocherà un po’ contro il suo fantasma, visto che la prima scelta di Walter Sabatini quest’estate era proprio Mazzarri. A conti fatti, meglio così. «L’Inter è una buona squadra, ma noi giochiamo sempre per vincere — dice il tecnico della Roma — Paura? non ne abbiamo mai. E non mi piace sentir dire che questa sarà la prima vera partita difficile del nostro percorso. Abbiamo già affrontato la Lazio, una partita che poteva essere difficilissima. E comunque ogni gara è difficile da vincere». Lo sarà anche questa, non a caso ad un certo punto a Garcia scappa un «battaglia» eloquente. «Io mi fido dei miei ragazzi al 200% e questa sarà una grande sfida, ne sono certo. Sarà bello avere tutti quei tifosi con noi, in un’atmosfera unica. Per ora siamo primi noi e questo deve aiutare la squadra ad avere sempre più confidenza in se stessa. Dobbiamo essere orgogliosi di essere davanti all’Inter. Ora vogliamo continuare la serie. Solo pensando così, i giocatori vanno alla battaglia con lo spirito giusto».

 

 

NAPOLI, INDONESIA & SAMP  E se anche stasera dovesse arrivare un’altra vittoria (e sarebbe la settima di fila), Garcia non cambierebbe opinione su Roma-Napoli. «Il calendario dice che dobbiamo giocare noi in casa, per me vale questo. Aspettiamo lunedì e vediamo». Poi, a metà novembre, il 14, ci sarà l’amichevole a Giacarta, in Indonesia, test che ha sorpreso molti anche a Trigoria (anche se c’è una sosta di quindici giorni per assorbire le fatiche). «Io sono favorevole, non è un problema. E se aiuta la società, dobbiamo farlo». Magari quella sarà l’occasione per rivedere anche all’opera Mattia Destro. «Sta meglio, ma non dobbiamo accelerare i tempi. Lo aspettiamo tutti e Mattia deve essere ottimista. Negli infortuni la testa e la positività sono molto importanti».

 

 

 

TOTTI & DE ROSSI Nell’intervista all’Equipe, invece, Garcia era tornato sulle difficoltà iniziali («C’era un ambiente depresso, che ce l’aveva con i giocatori. Capisco la frustrazione, ma come ci si può definire tifosi della Roma ed insultare i propri calciatori?»), sui tentacoli della Capitale («Ambiente incredibile, si vive di calcio e si passa dall’esaltazione alla catastrofe in poco tempo») e sui suoi simboli, Totti e De Rossi: «Francesco è un ragazzo normale, pur essendo a Roma una leggenda vivente. Daniele è splendido: quest’estate gli ho detto che non potevo perderlo, si è imposto una data oltre la quale non sarebbe andato via. E così è stato…».

Fonte: Gasport

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