Rassegna Stampa

Garcia, mercato, tifosi: quante grane per Pallotta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-12-2015 - Ore 06:57

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Garcia, mercato, tifosi: quante grane per Pallotta

PUGLIESE - Quasi sei mesi fa, quando si affacciò a Roma per l’ultima volta, mai si sarebbe immaginato di tornarci con così tanti problemi da dover risolvere. Quel giorno di metà giugno, quando tornò nella sua amata Boston sembrava aver segnato una linea di confine con il passato: tanti sorrisi, molti propositi, alcune nuove scelte già lanciate ed avviate. Ed invece ora James Pallotta torna nella Capitale (in questo weekend) anche per risolvere alcune questioni fondamentali: non solo più lo stadio e lo sponsor, ma anche quelle inattese come allenatore, tifosi (che sperava magari di aver già sistemato) e mercato. 
PARLA SABATINI - Insomma, Trigoria non è ancora una polveriera, ma i problemi ci sono. A cominciare dai tifosi, che ieri hanno protestato davanti Trigoria: erano un’ottantina, ma di quelli pesanti, che nella curva contano. E si sono portati appresso 7 casse di carote (circa 50 chilogrammi) ed uno striscione: «Buon appetito conigli!». Il tutto condito da cori contro la società (bersagliati il d.g. Baldissoni e Pallotta) ed i giocatori. E proprio con uno tra Baldissoni o Sabatini volevano parlare, si sono dovuti accontentare di Marco Seghi, il responsabile dei rapporti con i tifosi. A cui hanno confermato di voler andare avanti con la protesta, almeno fino a Natale. Poi, all’arrivo della polizia si sono dispersi. «C’è frustrazione: qualcuno me lo ha detto in modo diretto, ma anche a noi non piace perdere», ha detto l’a.d. Zanzi. A cui ha fatto seguito Sabatini: «Stiamo vivendo male questo momento, ma le carote non rientrano nel nostro menù. I calciatori si sentono un po’ abbandonati, le critiche le accettiamo se educate. Anche estreme, ma educate. Ma tutto può ricominciare, la Roma ha il dovere di competere per vincere. Non ci faremo prendere dalla depressione, ci rimetteremo a posto. Dobbiamo sopportare le critiche, la squadra sa quando avrebbero dovuto fare meglio». 
TRA RUDI E MERCATO - Pallotta, però, prima dovrà chiudersi dentro Trigoria per parlare di Garcia e della squadra. Lo farà tra la gara di Torino e quella con il Bate Borisov. Perché se è vero che Garcia ha un contratto lungo (2018) e la dirigenza non lo ritiene in discussione, è anche vero che il tycoon americano vuole vincere. La situazione attuale lo infastidisce relativamente, la considera in linea con gli obiettivi, tanto da non capacitarsi fino in fondo tanto allarmismo. Di certo, però, si parlerà della gestione della squadra e del mercato di gennaio. C’è da sistemare Iturbe (che errore non darlo al Genoa la scorsa estate) e sostituirlo con un altro esterno. E c’è da portare a casa un centrale di affidamento, viste le difficoltà di Rüdiger. Tempo per confrontarsi ce ne sarà, chissà che Pallotta non resti fino al 17 dicembre, giorno della cena di Natale. Magari facendo avanti e dietro con Londra. 
STADIO E SPONSOR - Ed allora i temi per cui Pallotta aveva messo in agenda di venire a Roma in questo momento passano quasi in secondo piano. Si tratta del futuro stadio di Tor di Valle, con la consegna alla Regione del dossier definitivo per la sua valutazione, approvazione e convocazione della Conferenza di servizi. Pallotta spera che sia l’ultimo passaggio burocratico, sogna la posa della prima pietra nel 2016. E poi del main sponsor, falla che la Roma non chiude oramai dall’agosto 2013 e che ha prodotto una perdita netta ad ora di circa 20 milioni di euro (il vecchio accordo con Wind garantiva 6 milioni a stagione più uno di bonus). Anche per questo è stato preso Laurent Colette, il direttore marketing che al Barcellona ha chiuso l’accordo storico nel 2010 con Qatar Foundations. Magari arriveranno anche le novità. E magari Garcia riuscirà anche a convince Pallotta di essere ancora davvero padrone della situazione. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Pugliese

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