Rassegna Stampa

GARCIA: "Niente calcoli. Voglio vincere"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-02-2014 - Ore 07:36

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GARCIA:

«Ma quale pareggio, si va a Napoli per vincere». Il 3-2 dell’andata per Garcia non conta. Stasera in un San Paolo bollente la Roma si gioca l’accesso alla finale di coppa Italia che potrebbe cancellare l’amarezza del 26 maggio scorso e consegnare la fatidica stelletta d’argento, ma il tecnico non vuole fare calcoli: «Il nostro gioco è fatto per attaccare, non per difendere e distruggere. Di sicuro giocheremo per vincere. Il Napoli è forte, ma dobbiamo andare lì con ambizione, come sempre».

Un’iniezione di fiducia in un momento cruciale tanto che ieri il tecnico ha dovuto alzare la voce più del solito in allenamento (soprattutto con Ljajic e Destro). La posta in palio è molto alta. «C’è la possibilità di vincere un trofeo prestigioso. Sono rimasto stupito dalla voglia dei miei tanto che a qualcuno che aveva ancora voglia di allenarsi ho dovuto dire di andare nello spogliatoio».

Stavolta Rudi evita le polemiche e alle frecciatine di Benitez e Reina ha risposto con diplomazia: «Reina dice che possono fare gol in un istante? Vero, ma per la Roma è lo stesso. Sarà il campo a parlare. L’arbitro (Rocchi, ndr) farà del suo meglio, come noi». E ci vorrà davvero la migliore Roma per contrastare un Napoli rinfrancato dalla vittoria sul Milan e che nei due precedenti all’Olimpico pur perdendo ha messo in difficoltà co- me nessuno la difesa romanista. Le fatiche da derby però si fanno sentire e sia Maicon, sia Benatia, sia Pjanic dovranno stringere i denti per il dolore alle ginocchia.

Chi invece la stanchezza non sa cosa sia è Gervinho: «È Totti il mio motivatore», ha confidato ieri a Rmc, ma proprio il capitano potrebbe lasciare spazio a Destro. Garcia non esclude sorprese: «Francesco può partire titolare visto che all’andata ha giocato solo 60’. Può essere la sua partita come può essere la partita di Destro. Potremo anche vederli insieme come successo col Catania, dipende dall’avversario e dal momento». E questo non sembra quello adatto.

Fonte: Leggo – Balzani

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