Rassegna Stampa

«Garcia resta con noi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-03-2015 - Ore 07:46

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«Garcia resta con noi»

Prima di chiudere nuovamente i bagagli e tornare negli States, James Pallotta mette le cose in chiaro: «Finché ci sarò io, deciderò come e per quanto tempo rimarrà Garcia. Non lo deciderà certo la stampa. È ridicolo, ha dovuto affrontare e gestire troppi infortuni in questa stagione».

Il presidente della Roma, intercettato nella pancia dell’Olimpico dopo il pareggio con la Juventus, è scuro in volto, deluso più che altro dalle polemiche che continuano a girare intorno alla squadra. Su questo non transige: «Se non avessimo avuto tutti questi problemi, il gap della Juventus sarebbe stato inferiore. Non ci arrendiamo, stasera negli ultimi minuti li abbiamo surclassati e sono convinto che miglioreremo. Puntiamo poi anche all’Europa League, possiamo battere la Fiorentina».

Con meno spirito si presenta invece Seydou Keita, deluso e avvilito dopo un pareggio che nello spogliatoio ha il sapore soltanto di un’occasione persa. Il suo colpo di testa rimane però l’ultima flebile speranza di poter ancora raggiungere la Juventus capolista, anche se la rabbia e la delusione nel fine gara prendono naturalmente il sopravvento: «Ci siamo svegliati soltanto quando siamo rimasti in 10, ma non è sufficiente. Volevamo tre punti e ne abbiamo preso soltanto uno». Non ci potrebbe essere un’analisi più pragmatica, semplice e diretta. Anche perché il centrocampista maliano conosce i limiti della sua squadra, con tutte le differenze che finora si stanno evidenziando tra le prime due squadre in classifica: «Se devo essere sincero credo che ci sia mancata la fiducia, quella per esempio mostrata stasera dalla Juventus. Loro sono una squadra che vince da molti anni, hanno una tranquillità che noi, quando abbassiamo il baricentro, non abbiamo».

Rendendosi inoltre portavoce di un pensiero, che giornata dopo giornata, appare sempre più evidente: “L’abbiamo visto tutti stasera il perché ci siano 9 punti di distanza tra noi e i bianconeri. Certo non potevamo pensare di poter dominare per 90 minuti, però non possiamo giocare soltanto dopo che siamo stati colpiti. Non dovevamo aspettare il gol di Tevez per cambiare marcia, dovevamo farlo prima. Per questo sono molto deluso».

Di diverso avviso il suo amico Gervinho, convinto almeno nell’immediato, di poter ancora crederci: «Noi non molliamo, almeno finché la matematica non ci condannerà». Lo stato di forma dell’ivoriano è ancora lontano dai suoi standard, ma i passi in avanti compiuti dalla squadra si devono misurare anche in una gara in cui di tiri in porta se ne sono visti ben pochi: «In realtà mi sento abbastanza bene, dopo il ritorno dalla Coppa d’Africa ero un po’ in difficoltà. È stata una partita difficile, ma era normale immaginare il loro atteggiamento. Ripeto però, finché ci sarà la possibilità noi continueremo a crederci».

Fonte: A.Serafini-Il Tempo

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